Le labbra rosse delle donne tra storia, quotidianità e arte

Le labbra rosse delle donne tra storia, quotidianità e arte

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Federica Carla Crovella

“Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettevi il rossetto rosso e attaccate!” era l’esortazione di Coco Chanel.  Le parole della stilista risalgono al 1900, ma le donne si coloravano le labbra già da secoli, non solo per via delle pene d’amore. Poi, con l’affermazione del movimento femminista il rossetto diventa anche simbolo del potere delle donne.

Quante star del cinema sono rimaste impresse nelle nostre menti, ammettiamolo, anche in quelle femminili, per le labbra rosse che sono diventate quasi un’icona? È d’obbligo ricordare Marilyn Monroe e Audrey Hepburn.

Avete mai fatto caso alle labbra delle principesse Disney che tutte abbiamo amato da bambine? Sono quasi tutte truccate, non perché siano donne particolarmente emancipate, dato che, alla fine, tutte vengono salvate (e baciate) dal principe, ma più per ragioni estetiche e per la solita mitizzazione della figura femminile. Quale modello migliore per una piccola donna in erba di una principessa delle fiabe? Un caso eccezionale è Mulan, almeno nella seconda parte del cartone, quando agli occhi degli altri diventa più uomo che donna; qui la scelta è stata dettata dall’evoluzione della storia. Niente rossetto anche per la protagonista di The Brave, Merida, probabilmente per motivi anagrafici; infatti la piccola guerriera ha solo sei anni. Curioso è il caso di Elsa, la principessa di Frozen, che racchiude in sé femminilità, indipendenza e forza. Infatti, pur essendo donna tiene in piedi un intero regno, senza farsi né soccorrere né scalzare da un uomo, e porta il rossetto, ma un po’ inganna l’osservatore perché non è rosso fuoco.

Le labbra rosse e l’arte

Non è così facile individuare nell’arte dei ritratti femminili che abbiano le labbra colorate di rossetto, soprattutto in opere non recenti. Una pittrice in cui questo elemento è particolarmente evidente è Tamara de Lempicka (1898-1980), di origini polacche, esponente di spicco dell’Art Déco.

Le sue donne sono tutte il proprio autoritratto; sono seducenti ed emancipate, ma possono risultare anche fredde, malinconiche e irraggiungibili. Del resto, lei stessa voleva apparire affascinante, misteriosa, un po’ inafferrabile e, soprattutto, simbolo dell’emancipazione femminile. Forse tra i più celebri autoritratti ci sono quello che la rappresenta alla guida della Bugatti verde e quello della giovane ragazza vestita di verde.

Talvolta le donne che dipinge sono completamente nude, vestite solo di rossetto, rigorosamente rosso, che assume una valenza sia estetica sia morale, perché diventa uno strumento di bellezza e indipendenza insieme.

Spesso Tamara raffigura anche l’amore tra donne, poiché ebbe relazioni con entrambi i sessi; questo tratto autobiografico indubbiamente traspare dalle sue pennellate e, soprattutto, dietro la bellezza, il fascino e la sensualità dei suoi soggetti. Probabilmente anche le labbra col rossetto delle sue opere riflettono una sua pratica abituale, o magari sono quella di una donna che aveva amato. Non è semplice stabilirlo, dato che la maggioranza delle sue foto sono ancora in bianco e nero.

Un cosmetico intramontabile…

La pratica di colorarsi le labbra esisteva già tra le donne babilonesi, che pare usassero delle polveri ricavate da pietre preziose; invece Cleopatra utilizzava una pasta ricavata da scarabei carmini, uova di formica e scaglie di pesce. Bandito nel Medioevo, in quanto simbolo di lussuria, nel Cinquecento il rosso torna a colorare le labbra della regina Elisabetta I d’Inghilterra, tratto dalla cera d’api e da pigmenti vegetali. Questa pratica restò in uso fino all’inizio dell’Ottocento, quando tornò ad essere indice di malcostume. È in questo periodo che nasce il pregiudizio che lega il trucco alla prostituzione.

Ed eccoci di nuovo al Novecento, con le sue rivoluzioni politiche, sociali ed estetiche. Nel 1910 fa la sua comparsa il primo stick da labbra, firmato dal marchio cosmetico francese Roger&Gallet.

Il rossetto ha il “sapore” di indipendenza, libertà e parità di genere per le suffragette, grazie a Elizabeth Arden, attiva nel movimento fin dagli inizi, che pensò di coordinare un intrepido rossetto rosso alle uniformi delle donne che prestavano servizio nelle forze armate.

Verso la metà del 1900 il simbolo per eccellenza della femminilità si declinò in tante tonalità di rosso e diede prova di quanto le donne potessero essere femminili e forti al contempo.

Negli ultimi anni, nell’ambito delle lotte LGBT, il rossetto è arrivato talvolta anche sulle labbra degli uomini. Oggi l’uso del cosmetico non incontra più pregiudizi forti come in passato, anche se talvolta capita ancora che le labbra colorate si associno a un carattere troppo spregiudicato. Forse è un pregiudizio sbagliato, perché dalla maggioranza delle donne è percepito e usato soprattutto come strumento per curare e valorizzare il proprio aspetto e la percezione di sé. Infatti, è rimasto simbolo di forza e sicurezza, oltre che di bellezza estetica. Indubbiamente però, non ha perso la sua carica erotica e non si può negare che sia ancora usato per attirare gli sguardi, in particolare quelli maschili, che spesso “cadono” sulle labbra delle donne.

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