Il narcisismo nelle “parole di burro” di Carmen Consoli

Il narcisismo nelle “parole di burro” di Carmen Consoli

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Federica Carla Crovella

Era il 2000 quando usciva “Stato di necessità”, il quarto album di Carmen Consoli. La terza traccia dura 4 minuti e unisce arte e psicologia come pochi brani della musica italiana hanno saputo fare.  

La Consoli canta il disturbo narcisistico della personalità, ma come accade spesso, il brano racconta anche una storia; quella di una donna che chiede al suo persecutore (sì, perché di questo si tratta) di essere semplicemente sé stesso…niente di più e niente di meno.

L’identikit del narciso

 “Narciso parole di burro si sciolgono sotto l’alito della passione”. Così comincia la canzone. Le parole “di burro” sono morbide, dolci e seduttive, ma sono anche effimere. Proprio come il burro si sciolgono con estrema facilità, perché non poggiano su niente di vero e autentico, come tutto ciò che riguarda il/la narcisista.  Quando si sciolgono? Appena l’obiettivo viene raggiunto, perché l’iter di narciso è proprio questo: conquistare, travolgere e poi lasciare da parte quando il piacere personale finisce. Facendo attenzione, però, che l’ultima fase del processo coincida con il momento in cui la sua vittima è completamente soggiogata.

Il brano prosegue con una serie di imperativi, con cui la donna sembra desiderare di stare proprio nella posizione di vittima in cui il narcisista l’ha relegata.

Conquistami, inventami, dammi un’altra identità
Stordiscimi, disarmami e infine colpisci
Abbracciami ed ubriacami
Di ironia e sensualità […]

Imperativo dopo imperativo, esortazione dopo esortazione, si delinea la “fotografia” della patologia.

Un tratto è la vanità, frutto del senso di onnipotenza grandiosa e unicità che regna dentro il/la narcisista; poi c’è la sensualità, a cui mai potrebbe rinunciare; così perderebbe il suo fascino e il senso di potere illimitato di cui si nutre.

L’essenza del narcisista è la sublime apparenza, che quando si rapporta con l’altro si concretizza in “eleganti premure e sontuosità”. Non a caso si accenna anche a nuove esaltanti vittorie, che il narcisista mostra agli altri per guadagnarsi “il centro della scena” e apparire invincibile. Poi c’è l’ironia, che insieme a sarcasmo, negazione ed evasività viene usata abitualmente, per creare confusione nell’interlocutore o sfuggire al confronto diretto. «Raccontami le storie che ami inventare, spaventami», canta ancora la Consoli, mostrando altri due tratti tipici dei narcisisti, che sono probabilmente anche le uniche modalità con cui riescono a relazionarsi agli altri.

Il volto della vittima

La particolarità del brano è il punto di vista della donna, a cui si sovrappone la voce dell’artista. A differenza di altri brani, qui la Consoli parla di una donna che vuole modellarsi a immagine e somiglianza del suo narciso, cambiando addirittura identità. Insomma, la vittima ideale, diversa dalle donne più consapevoli dell’abuso subìto che la cantante impersonava in altri brani.

La canzone non nasconde una richiesta d’aiuto o un lamento, ma forse la grande originalità sta proprio in questo; c’è una richiesta quasi masochista. Infatti, la canzone si chiude con il ripetuto “conquistami” di una donna che, mentre si presta alle violenze psicologiche del narcisista, sembra lucidamente consapevole di ciò che sta accadendo e addirittura aspetta “il colpo di grazia”, che, prima o poi, nella relazione con il narcisista arriva sempre.

La consapevolezza che si percepisce è quella della cantante, che sovrappone il proprio sguardo esterno e la propria voce ad un’altra donna. Nella realtà, la vittima del narcisista vive una realtà sfalsata, immaginaria, in cui percepisce la relazione come un regalo inaspettato, senza accorgersi che proprio quel “dono” la sta privando di sé stessa, uccidendola a poco a poco. Sotto l’amore c’è il veleno e prenderne consapevolezza è il primo passo per uscire dall’incubo.  

In modo forse insolito, ma efficace e accessibile, la cantante parla di una malattia molto comune e ne mostra il potere distruttivo. Sarà riuscita ad aprire gli occhi di qualcuno? 

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