STRESS DA PANDEMIA: come contrastarla, raccomandazioni OMS

STRESS DA PANDEMIA: come contrastarla, raccomandazioni OMS

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Fonte SOSSanità

Il documento Pandemic fatigue. Reinvigorating  the public to prevent Covid-19” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – Europa (Who-Europe), commissionato dagli Stati membri dell’Unione Europea, fornisce un quadro di riferimento per la pianificazione e realizzazione di progetti nazionali e locali, suggerendo alcune strategie per mantenere e rinnovare il sostegno del pubblico alle norme di sicurezza anti-Covid-19.

Cos’è la pandemic fatigue

Gli Stati europei hanno rilevato notevoli segni di stanchezza e stress nelle loro popolazioni derivanti dal perdurare della pandemia di Covid-19. La cosiddetta “pandemic fatigue” si traduce in una crescente demotivazione delle persone nel mettere in atto i comportamenti protettivi raccomandati per la tutela della salute dei singoli e delle comunità.

I messaggi fondamentali riguardanti lavarsi le mani, indossare le mascherine e mantenere il distanziamento fisico sembrano sempre meno efficaci. Tale demotivazione è naturale e ci si aspetta che sia così in fase di crisi. All’inizio di una situazione critica, infatti,  la maggior parte delle persone è in grado di attivare un sistema di adattamento mentale e fisico a cui gli esseri umani attingono per la sopravvivenza in situazioni di forte stress nel breve termine. Tuttavia, quando la situazione si protrae nel tempo, le persone devono adottare un diverso stile di gestione, ma la stanchezza e l’affaticamento fisico e mentale ne sono il risultato.

Diverse componenti legate alla motivazione individuale sono fortemente influenzate dalla longevità della pandemia. In primo luogo, la minaccia percepita del virus può diminuire man mano che le persone si abituano alla sua esistenza – anche se i dati epidemiologici mostrano che il rischio potrebbe, di fatto, essere in aumento.  Allo stesso tempo, il senso di perdita percepito, derivante dalla risposta alla pandemia (blocchi, restrizioni),  probabilmente aumenta nel tempo man mano che le persone sperimentano le conseguenze delle restrizioni a livello personale e sociale. Per alcune persone, quindi, l’equilibrio può cambiare e i costi percepiti della risposta possono iniziare a superare i rischi percepiti legati al virus.

In secondo luogo, un forte desiderio di autodeterminazione e di libertà può crescere man mano che continuano le restrizioni per un lungo periodo, aumentando la sensazione di perdita di controllo sulle proprie vite.
Da questa situazione emerge la necessità di approcci che riescano a riattivare un maggiore coinvolgimento della popolazione nella messa in atto dei comportamenti protettivi.

Strategie per rafforzare il coinvolgimento del pubblico

Il documento propone quattro strategie che i governi degli Stati europei possono utilizzare per mantenere e rinvigorire il sostegno e l’adesione delle popolazioni ai comportamenti raccomandati.

  1. Conoscere e comprendere le persone
    Conoscere coloro che stanno sperimentando la demotivazione comprendendo le barriere e i fattori che influiscono sulla loro capacità o la volontà di assumere comportamenti protettivi, consente ai decisori di segmentare e personalizzare azioni e messaggi comunicativi alle loro particolari esigenze. Un’attenta considerazione di questi elementi porta ad un maggior successo e ad un miglior rapporto costo/efficacia di politiche, interventi e comunicazione.
  1. Coinvolgere le persone rendendole parte della soluzione
    L‘impegno richiesto alle persone dovrebbe essere presentato in modo positivo, evidenziando il ruolo che i singoli possono assumere per il benessere dell’intera comunità. Promuovere l’auto-efficacia, il senso di appartenenza e l’utilizzo della narrazione attraverso le storie di testimonial della comunità rafforza il coinvolgimento dei singoli ed evita che i comportamenti raccomandati siano vissuti come sottomissione all’autorità.
  2. Permettere alle persone di vivere le proprie vite, riducendo però i rischi
    Con il perdurare della pandemia aumenta la demotivazione delle persone a seguire costrizioni troppo rigide. Gli individui hanno la necessità di tornare alle loro abitudini quotidiane. La strategia della riduzione del rischio può essere una risposta poiché consente alle persone di adottare nuovamente comportamenti che in precedenza erano stati vietati, ma in modo più sicuro, riducendone i rischi. Il messaggio quindi si trasforma: da “non fare” a “fare in modo differente”.
  3. Riconoscere ed affrontare le esperienze di disagio delle persone
    La pandemia e le sue restrizioni hanno portato stress, solitudine, noia e hanno avuto un impatto negativo sul benessere e la salute mentale di molti, soprattutto di chi si trova in situazioni svantaggiate. La stanchezza derivante dalle difficoltà può essere affrontata favorendo la crescita della resilienza e alleviando le difficoltà attraverso un sostegno economico, sociale, emotivo e culturale continuo alla popolazione.

Principi trasversali

Le quattro strategie chiave per coinvolgere il pubblico devono essere applicate in base alla situazione epidemiologica e alle considerazioni di carattere sociale ed economico per garantire che nessuno venga lasciato indietro. Per sostenere questo processo, l’OMS propone cinque principi trasversali che dovrebbero essere applicati attraverso le politiche, gli interventi e la comunicazione.

  1. Trasparenza
    Condividere i motivi alla base delle raccomandazioni e delle restrizioni. Riconoscere i limiti della scienza e del governo in termini di previsione dello sviluppo della pandemia. Condividere l’incertezza e assumersi la responsabilità delle decisioni. Creare messaggi semplici e chiari.
  2. Equità
    Cercare di ottenere il massimo livello di equità nelle raccomandazioni basando le decisioni su criteri oggettivi, non arbitrari o influenzati dagli interessi di alcuni gruppi.
  3. Coerenza
    Garantire la coerenza in un ambiente in continua evoluzione è quasi impossibile. Tuttavia, la coerenza può essere perseguita facendo in modo che il rischio che viene comunicato attraverso i messaggi e le restrizioni sia sempre in linea con il rischio epidemiologico del momento. La coerenza può essere perseguita anche attraverso l’uso regolare di specifici termini e numeri, come la velocità di trasmissione e il tasso di mortalità.
  4. Coordinamento
    Il coordinamento delle parti interessate crea fiducia. Occorre mantenere i rapporti con le parti interessate, lottare per l’unità ed evitare messaggi non coerenti di esperti, portavoce, rappresentanti del governo e operatori sanitari.
  5. Prevedibilità
    La prevedibilità è un bisogno psicologico che previene lo stress e il sovraccarico mentale.  Nonostante l’evoluzione di questa pandemia non sia prevedibile,  gli Stati  possono tentare  di prevedere l’andamento futuro impostando criteri epidemiologici oggettivi per le restrizioni  nelle varie situazioni, ad esempio in viaggio, nei raduni, nelle istituzioni educative e nei luoghi di lavoro. Si tratta di sforzarsi di essere prevedibili in circostanze imprevedibili.

Dieci azioni concrete

Il documento offre ai decisori una serie di raccomandazioni per attuare delle azioni concrete, in linea con le strategie e i principi trasversali sopra descritti.

  1. Pensare e agire a livello locale
    Chiedere alla società civile di trovare modi creativi per motivare i loro membri e coetanei e individuare i loro bisogni. Coinvolgere volontari, organizzazioni giovanili, sportive, religiose poiché possono svolgere un ruolo attivo nel motivare gli individui a seguire le raccomandazioni.
  1. In ogni luogo di lavoro, scuola, università, club giovanile e altro ancora, parlare con le persone.
    Chiedere alle persone come vorrebbero mettere in atto i comportamenti raccomandati. Il dialogo può fare emergere le barriere e i disagi derivanti dall’adesione alle restrizioni.
  2. Creare una guida per vivere la vita riducendo i rischi
    Fornire raccomandazioni concrete per affrontare con maggiore sicurezza situazioni quotidiane come ad esempio cene, incontri di gioco per bambini, interazioni sul posto di lavoro, eventi, funerali, matrimoni e viaggi.
  3. Programmare soluzioni sicure per celebrazioni di rilievo nazionale
    Elaborare  con largo anticipo raccomandazioni per lo svolgimento di eventi di grande rilevanza che prevedono lo spostamento di molte persone sul territorio.
  4. Comprendere quali misure posso diventare insopportabili nel lungo periodo
    Tenendo conto del rischio epidemiologico, capire quali misure possono essere difficili da sopportare a lungo termine e cercare di modificarle o associarle ad un sostegno economico, sociale o psicologico.
  5. Rendere facili ed economici i comportamenti raccomandati
    Questo può avvenire prevedendo la fornitura di servizi veloci e connessioni internet a basso costo, mascherine gratuite, disinfettanti e aree per il lavaggio delle mani facilmente accessibili, opportunità per il telelavoro.
  6. Fare appello alle persone piuttosto di biasimarle, spaventarle o minacciarle.
    Chiedere aiuto alle persone valorizzando il contributo di ciascuno invece di biasimarle o spaventarle.
  7. Essere chiari, precisi e prevedibili
    Utilizzare strumenti idonei per essere chiari, precisi e prevedibili. Ad esempio spiegare le restrizioni, i rischi epidemiologici e le loro relazioni attraverso delle infografiche può essere efficace.
  8. Effettuare regolarmente studi qualitativi e quantitativi sulla popolazione
    Condurre regolarmente un’attività di ricerca sulla popolazione consente di utilizzare i risultati delle indagini per orientare le azioni.
  9. Elaborare comunicazioni mirate per gruppi specifici di destinatari
    Creare messaggi ad hoc per i gruppi di destinatari che risultano maggiormente demotivati. Effettuare un pre-test dei materiali con alcuni rappresentanti di essi prima di diffondere la comunicazione a tutto il pubblico di riferimento.

IL DOCUMENTO WHO: “ Pandemic fatigue. Reinvigorating  the public to prevent Covid-19” (en)

fonte: DORS – a cura di E. Ferro

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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