A Torino otto tavoli dalla parte delle donne

A Torino otto tavoli dalla parte delle donne

Share

Federica Carla Crovella

Come rendere una città “più rosa” e più sana è una proposta, Torino Città per le Donne è una proposta, una piattaforma online e anche un intento programmatico in vista delle prossime elezioni amministrative. Aspira a una Torino più sicura, attenta alle differenze di genere, sana, pulita e green. Supera etnie, religioni, età, generi e scelte di vita. Nasce dall’incontro di tanti cuori e tante menti, che in questi mesi lavoreranno a un programma che tuteli i diritti delle donne e promuova valori sani per cittadine e cittadini. Il progetto coinvolge otto ambiti, che sono anche otto diritti e otto parole chiave: lavorare, abitare, decidere, educare, amministrare, convivere, curare e promuovere benessere. A ciascuna di queste corrisponde un tavolo di lavoro, a cui possono partecipare tutte e tutti, portando la propria esperienza e le proprie competenze.

Il progetto è stato presentato in una Maratona di Idee, di nome e di fatto, che si può rivedere sul sito (torinocittaperledonne.org). Qui si può anche sottoscrivere il Manifesto e aderire all’iniziativa.

Questo grande impegno parte da Torino, ma si muove per coinvolgere anche altre città d’Italia.

Tra le fondatrici c’è Antonella Parigi, ex assessora alla Cultura della Regione Piemonte, che sta raccogliendo attorno a sé tante persone che desiderano una Torino più inclusiva, più rispettosa, più donna. In tutti i settori c’è ancora bisogno di lottare per la parità di genere: ecco perché il progetto non va in una direzione sola, ma si fa portavoce di questa esigenza in tanti settori.

Tanti punti di partenza, stesso traguardo

I dati Ires del 2019 dicono che in Piemonte la disoccupazione femminile tocca il 16,7%. Il tavolo ‘lavorare’ vuole agevolare l’occupazione femminile e far sì che conciliare lavoro e famiglia non diventi un’impresa impossibile. Ci sono tante proposte: una nuova organizzazione dei servizi, il controllo del lavoro da remoto, incentivi economici, nuovi orari per le scuole. Se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, inteso come essere umano, perché questo alle donne dovrebbe essere negato?

‘Abitare’ non significa solo vivere la casa, ma anche la città. Il tavolo di lavoro interverrà sui servizi della città, che devono essere funzionanti e accoglienti, ma anche facilmente accessibili e sicuri. Sui mezzi pubblici, nelle palestre, nei parchi e per le strade le donne devono muoversi liberamente, senza guardarsi continuamente le spalle, tanto di giorno quanto di notte. Forse questo permetterà alle donne anche di vivere meglio la loro femminilità.

Manca ancora una rappresentanza femminile nelle posizioni alte, equa e libera da pregiudizi. Questo è uno degli obiettivi del tavolo ‘decidere’, che vuole anche creare raccordo tra le nuove e le vecchie generazioni. La parità di genere passa poi attraverso la sensibilizzazione di aziende, attività e start up, perché riconoscano e affidino alle donne posizioni di rilievo nei consigli di amministrazione e nel management. Per fare questo, sarà fondamentale il contributo del Comune di Torino.

Il tavolo ‘educare’ lavora per portare a scuola, sin dalla prima infanzia, il concetto di genere e il rispetto delle differenze. Vuole anche incoraggiare opportunità educative e di formazione uguali per maschi e femmine e creare consapevolezza e fiducia nelle ragazze rispetto le loro capacità e possibilità. Si propone anche di facilitare l’accesso delle ragazze alle materie STEM e dedicare spazio a libri, tv e cinema, perché l’educazione non passa solo per i banchi di scuola.

Le donne che hanno accesso alle “stanze della decisione” sono ancora troppo poche. Tra gli obiettivi del tavolo ‘amministrare’ c’è proprio accrescere questa presenza, oltre che rendere più flessibile ed efficiente la pubblica amministrazione, sia per le donne sia per gli uomini.

L’obiettivo del tavolo ‘convivere’ è una Torino sempre più aperta, laica, inclusiva e accogliente. Si lavorerà per far coesistere tante identità diverse, non solo nel genere, ma anche rispetto a età, stili di vita, orientamento sessuale e religioso, provenienza geografica, lingua e formazione culturale. Le differenze dovranno diventare un’opportunità e non un limite.

Da sempre la cura è affidata alle donne: quella della casa, della famiglia, dei figli e di chi è più fragile. Per cultura e tradizione, troppo spesso il genere maschile resta ancora fuori da questo tipo di attività. Il tavolo ‘curare’ vuole dar vita a una rete di supporto che raggiunga e coinvolga persone di entrambi i generi, per distribuire equamente il lavoro di cura, che troppo spesso non è neppure considerato lavoro.

L’ultima parola chiave è ‘promuovere benessere’ e ha molte sfaccettature. Il benessere è fisico, psicologico, sociale e spirituale; ma significa anche tempo libero, sport, cultura, affettività e molto altro. Il tavolo di lavoro si muoverà in tante direzioni per permettere a cittadine e cittadini di vivere bene. Questo significherà anche creare consapevolezza sulla violenza, combatterla e promuovere valori sani.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *