Terra ed acqua a Circonomia

Terra ed acqua a Circonomia

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Alessia Laudadio

Toni accesi quelli del sesto appuntamento con i Caffè di Circonomia, che ha visto alternarsi le voci di quattro esperti in termini di economia circolare: Walter Ganapini, del progetto Fra’ Sole Assisi; Silvio Barbero, di Slow Food; Selvaggia Santin, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici; Silvio Greco, della Stazione zoologica Anton Dohrn.

Il dibattito si è aperto, grazie alla moderatrice Laura Battini di Radio 24, con un occhio al titolo di questo incontro, ovvero Questio de acqua et terra: dal rischio desertificazione all’ocean decade. Ognuno dei partecipanti ha espresso il proprio pensiero, derivante, appunto, dalla lotta alla desertificazione e alla salvaguardia degli oceani.

«Si parla di desertificazione e questo motivo significa che c’è un legame strettissimo con il cibo» dice Silvio Barbero, che continua: «In molti hanno capito che la desertificazione sta aumentando, ma in molto pochi hanno percepito che, di conseguenza, c’è anche un processo di perdita drammatica di fertilità dei terreni». «Ci troviamo di fronte e un forte paradosso, quello dell’aratro: scavare troppo nel terreno è un errore ma, in questo momento, abbiamo bisogno di andare a fondo su queste determinate tematiche».

Continua il discorso Silvio Greco che spiega come, in Italia, il tema della desertificazione sia molto evidente, ma i segnali che ci arrivano dal mare siano quasi nulli.

«Il buco di conoscenza, per quanto riguarda il mare e gli oceani e chiaro e palese da una ventina di anni» racconta Selvaggia Santin, «il problema è diventato oggetto di studio in diversi paesi, ma non in Italia. È per questo motivo che il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici ha deciso di avviare un progetto in cui l’idea di base è quella di condividere il più possibile a livello sociale: scuole, università e social».

Walter Ganapini si accoda a questo pensiero individuando due parole fondamentali per il nostro Paese: manutenzione – del terrirorio e delle città – e innovazione – ovvero sfruttare al massimo ciò che rimane del genio italico. I dati che arrivano dall’Anbi – Associazione dei consorzi di bacino – sono allarmanti: oltre il 20% del territorio italiano è a rischio desertificazione. Inoltre, si è notato come il benessere dell’uomo dipenda sempre di più dalle risorse e dallo stato di salute dell’ambiente marino.

Per questo motivo l’ONU ha varato Ocean Decade, il programma decennale delle Nazioni Unite per tutelare gli oceani, promuovere la sostenibilità e anche – perché no – mantenere il benessere dell’uomo che deve, dal canto suo, essere custode del proprio futuro.

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