Sorella scimmia, fratello verme: il nuovo libro di Piergiorgio Odifreddi

Sorella scimmia, fratello verme: il nuovo libro di Piergiorgio Odifreddi

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Ilenia Gelo

Il 7 febbraio 2022, a seguito della sua ultima pubblicazione, Sorella scimmia, fratello verme, il matematico, saggista e accademico italiano Piergiorgio Odifreddi è stato ospite al Circolo dei Lettori di Torino.

Ad accoglierlo e a chiacchierare con lui, la giornalista e conduttrice televisiva Antonella Frontani.

Sorella scimmia, fratello verme, edito da Rizzoli nell’ottobre 2021, ha tutte le basi per diventare un nuovo successo editoriale. Al suo interno, una riflessione sul comportamento umano.

La storia di come gli uomini, per secoli, abbiano sottomesso gli animali al proprio servizio.

«Singer, premio Nobel della letteratura ebrea, sostiene che quando qualcuno guarda come trattiamo gli animali, poi capisce perché si può arrivare a trattare un nostro simile allo stesso modo. Basti pensare a come sono stati trattati gli ebrei durante la guerra. Usare gli animali come se fossero cose al nostro servizio, anche se la Bibbia ci dice che tutto ciò che c’è al mondo è stato fatto per l’uomo, ci fa capire che non è l’atteggiamento giusto che dobbiamo avere nei confronti della natura».

Sorella scimmia, fratello verme, è un libro che presenta due riferimenti importanti: filosofico e letterario. Mentre i filosofi hanno spesso avuto a che fare con animali metaforici, gli scrittori li hanno, il più delle volte, considerati meritevoli di attenzioni. E, in tutto ciò, gli scienziati si sono quasi sempre limitati a studiarli.

Consapevole di scrivere su argomenti non propriamente suoi, Odifreddi dichiara all’interlocutrice: «Sono un matematico. Questo, invece, è un libro di biologia, di scienze naturali».

Eppure, il viaggio compiuto nel 2019 in Australia, Nuova Zelanda e Tasmania non ha potuto fare a meno di ispirare l’autore:

«Quando uno va in queste zone si accorge molto di più degli animali. Qui ci siamo abituati. Noi non ci accorgiamo, ad esempio, che c’è l’aria finché non ci manca. In Australia, in Nuova Zelanda, sembra di essere in un altro mondo. Ci sono un sacco di specie simili alle nostre ma diverse. Specie parallele ma diverse».

Così, Odifreddi sceglie un numero di animali limitato e utile al progresso, legge almeno un libro scientifico su ogni soggetto selezionato e, in appena qualche mese, scrive il suo libro.

Il risultato? Due culture che si mescolano grazie a ragionamenti, riferimenti e citazioni.

Qualche minuto con Odifreddi

A tu per tu con lo scrittore, ho voluto chiedere da cosa sia dipesa la scelta di un titolo tanto stravagante:


«Sorella scimmia ricalca il Cantico delle creature di San Francesco. Ma mentre San Francesco diceva “fratello sole” e “sorella luna”, gli animali sono i nostri veri fratelli e le nostre vere sorelle. Ma c’è un significato più preciso, ed è che Darwin ci ha insegnato che siamo tutti scimmie, che discendiamo dalle scimmie e che siamo scimmie antropomorfe. Perciò, sorella scimmia indica ricordare il fatto che le nostre origini sono quelle. E quando moriamo, ci dissolviamo. L’idea è che i cadaveri diventino di nuovo vermi. Le scimmie e i vermi sono i nostri estremi. I nostri antenati e i nostri discendenti».

E, ancora, ho cercato di capire la posizione del matematico italiano nei confronti di realtà quali il circo, la corrida e tutti quegli ambiti in cui si assiste costantemente alla ridicolizzazione, oltre che alla sofferenza dell’animale.

«Il fascino del circo tutto sommato non è così negativo. Certo, gli animali vengono trattati come animali da circo, però si va perché siamo incuriositi da questi animali. Il vero problema nei confronti degli animali è il modo in cui li trattiamo quando li mangiamo. C’è un’enorme richiesta e tutti consumiamo una quantità enorme di carne, che a sua volta richiede una quantità enorme di mangime e di pascoli. Il 90% delle coltivazioni mondiali sono dedicate a mangimi e pascoli degli animali. C’è in atto un disboscamento dell’Amazzonia, dato che servono sempre più pascoli o prati per le coltivazioni. Quando si parla di clima non riusciamo a collegare il fatto che una buona parte dei problemi climatici è legata agli animali. Le mucche e tanti altri animali producono metano. Consumando meno carne riusciremmo, addirittura, a evitare una parte dei gas serra. È quello che bisognerebbe ripensare. Non dico di non mangiarne mai, ma bisognerebbe radicalmente tagliare».



Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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