8 Marzo 2026
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La guerra non è soltanto un fenomeno politico o militare: è una vera e propria emergenza sanitaria globale, come una pandemia. Lo sottolineano in un editoriale pubblicato a fine settembre su Frontiers in Public Health Stefano Orlando (Università di Roma Tor Vergata), Paolo Vineis (Imperial College London) e Pirous Fateh-Moghadam (Azienda Sanitaria di Trento). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le vittime civili nei conflitti sono il 60% del totale.

E il bilancio non si ferma alle vittime dirette: una ricerca pubblicata su The Lancet ha stimato 29 milioni di morti in eccesso tra il 1990 e il 2017 a causa degli effetti indiretti dei conflitti, tra cui malattie infettive, malnutrizione e collasso dei servizi sanitari materno-infantili. Luca Carra riprende l’editoriale di Frontiers, che individua due caratteristiche della guerra moderna che spiegano l’altissima percentuale di vittime civili. La prima è tecnologica: droni e armamenti a lunga gittata permettono di colpire da distanze enormi, riducendo l’esposizione diretta dei soldati, e aumentando la distanza morale tra chi combatte e chi subisce le conseguenze.

La seconda caratteristica è economica: le armi sono diventate merci come le altre, disponibili sul mercato globale, il che ne banalizza la terribile portata distruttiva, fonte di morte e sofferenza. (Fonte Scienza in Rete)

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