11 Dicembre 2025
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65% degli italiani percepisce un calo dell’attenzione dei media, ma i comportamenti sostenibili salgono al 62%, crescendo di 15 punti percentuale rispetto al 2024.
Gli italiani sono più sensibili alla crisi climatica ma ne sentono parlare sempre meno. È quanto emerge dalla rilevazione dell’International Center for Social Research (ICSR) commissionata da Ener2Crowd, secondo cui il 74% degli italiani considera il cambiamento climatico una minaccia per sé o per le generazioni future, ma il 65% percepisce un calo dell’attenzione dei media. Crescono invece i comportamenti sostenibili (62%), con un incremento di 15 punti percentuale rispetto al 2024, e aumenta anche la partecipazione a progetti green (42%). «Insomma l’ambientalismo del 2025 è pragmatico: si esprime nelle scelte di consumo e investimento» sottolinea Niccolò Sovico, CEO di Ener2Crowd.
La tendenza rilevata dal sondaggio è confermata dal più ampio studio pubblicato dall’International Center for Social Research sul numero di gennaio/marzo 2026 (chiuso il 5 novembre 2025) della rivista scientifica European Journal of Media and Digital Communication Studies – Sociological Perspectives on Communication in the Digital Age (EJMDCS 1/2026), dal quale risulta una ridotta frequenza con cui i quotidiani italiani trattano le notizie legate al clima: in media 4,4 articoli al giorno che menzionano marginalmente il clima o la transizione energetica e un articolo ogni 2 giorni specificamente focalizzato sulla crisi climatica.

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