(Fonte scienza in rete) Nell’area della COP 30 è stato allestito un padiglione interamente dedicato a dare informazioni sulla criosfera. La criosfera, che comprende ghiacciai, calotte glaciali, neve, ghiaccio marino e permafrost, sta subendo cambiamenti irreversibili, con perdite di massa ghiacciata che accelerano e impatti globali anche a distanza dai poli.
Dal 1990 la velocità di innalzamento del livello del mare è raddoppiata, soprattutto a causa della perdita di ghiaccio da calotte glaciali e ghiacciai, parallelamente all’espansione termica degli oceani. «Il limite degli 1,5° C è un parametro per mantenere lo stato attuale del cambiamento climatico e degli eventi estremi, di cui già studiamo abbastanza le conseguenze, però a livello di criosfera e di zone polari è troppo tardi», avverte la paleoclimatologa Florence Colleoni, glaciologa e paleoclimatologa presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.
La scienziata ha collaborato al padiglione della criosfera, allestito alla COP 30 per presentare ai delegati la situazione, attraverso eventi divulgativi scientifici. L’ha intervistata Francesca Radicioni.
