Fonte ISDE Italia Il primo articolo scientifico internazionale che metteva in guardia sui rischi sanitari dell’amianto è stato pubblicato nel 1930 ed oggi nessuno ha più dubbi sulla estrema pericolosità di questo agente cancerogeno. Eppure, ad un secolo da allora, si continuano a produrre nel mondo circa 1.3 milioni di m3 di asbesto all’anno.
In Italia continuano ad esserci circa 6.000 decessi all’anno per amianto, circa 50.000 siti industriali e centinaia di migliaia di edifici pubblici e privati (scuole ed ospedali compresi) contaminati da amianto. Oltre a questo, dai rubinetti di molti italiani continuano a scorrere, con l’acqua potabile, milioni di fibre di asbesto rilasciate dalle circa 100.000 Km di tubature idriche in cemento-amianto ancora non sostituite.
L’amianto è diventato uno dei simboli di come le evidenze scientifiche ed epidemiologiche sulle relazioni tra ambiente e salute non vengano efficacemente tradotte in pratiche di prevenzione primaria, con costi umani, sanitari ed economici distribuiti sull’intera popolazione.
