13 Luglio 2026
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Fonte Scienza in rete di Luca Carra

Certo che la Giornata mondiale dell’ambiente la si poteva celebrare parlando delle rinnovabili e dei nostri ritardi, invece che del nucleare. Non dico questo per anti-nuclearismo. Non lo sono più, anti-nuclearista. In questo tempo di passioni tristi mi sento piuttosto a-nuclearista. Scettico, tiepido. Ma anche un po’ infastidito, perché si materializza in questa ricorrenza un entusiasmo per un’energia, quella nucleare, che nel 2025 ha raccolto nel mondo investimenti per 70 miliardi di dollari, contro i 700 miliardi per le rinnovabili, 450 solo per il solare, vera star del momento (fonte IEA). E lì sì che siamo in ritardo. Secondo l’analisi dell’ENEA, oggi le rinnovabili in Italia soddisfano il 20% dei consumi finali anziché il 25% atteso.
Invece di chiedersi perché, ecco la fuga in avanti sugli SMR, piccoli reattori modulari che saranno pronti nella migliore delle ipotesi nel 2035, probabilmente con la tecnologia convenzionale di sempre, non con quella di quarta generazione, più avanzata, con meno scorie e ancora di là da venire.
E quindi dico, sine ira et studio: dedichiamo la giornata dell’ambiente a pensare alle cose importanti, al sole e al vento, al mare e alla terra.

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