LA SUA SIGNORA

LA SUA SIGNORA

Share

Emanuele Amo | La casa editrice Longanesi a sessant’anni dalla scomparsa del suo fondatore, Leo Longanesi, ripropone l’ultima opera dell’editore milanese, La sua signora. Edita per la prima volta a pochi mesi dalla morte dell’autore, La sua signora è una raccolta di aforismi acuti, riflessioni malinconiche, sfoghi che non superano le dieci righe. Un taccuino che raccoglie le impressioni di una vita e non di una vita qualunque.

Leo Longanesi è stato infatti uno dei grandi protagonisti del panorama letterario italiano in tempi in cui gli editori erano uomini di sterminata cultura e difficile carattere. Leo Longanesi rappresenta quel tipo di intellettuale novecentesco che mai si sarebbe definito tale, lo scrittore che ha troppo intensamente vissuto per cedere anche di un passo al compiacimento.

È una lettura questa che lascia in bocca un non so chè di metallico e proietta il lettore nel flusso di una vita infelice, ma profonda. Chi cerca uno svago o una lieta distrazione dal mondo stia lontano da questo libro.

leo-longanesiLeo Longanesi è innanzitutto un critico inesorabile, un fotografo irriverente che non ha paura di offendere prima di tutto lo stesso lettore. Perché possiamo trovare tantissimo di noi stessi, di quelle piccolezze di borghesi italioti, che l’autore dovette conoscere anche sin troppo bene. Con la sua pungente ironia Longanesi colpisce soprattutto se stesso ed è forse per questo che non vi è cinismo nel suo sguardo, ma una infinita pietà.

Longanesi ci offre uno spaccato umano di grande limpidezza, senza filtro, alla Balzac. Troviamo tutte le mezze verità che conosciamo a memoria, ma che stentiamo a ricordare. C’è l’impiegato servile e prepotente, il marito geloso e farfallone, l’italiano nel suo testardo, talvolta geniale fatalismo.

È strano come Longanesi ci consegni al tempo stesso un’ Italia tanto diversa e tanto simile alla nostra . Ed è un contrasto che tocca anche l’uomo e allora si viaggia distanti e vicini all’autore, in una lettura fatta di pieghe improvvise. In fondo chi scrive aforismi risparmia al lettore la fatica immensa di distillare frammenti di vita e dovremmo esserne grati. Abbiamo bisogno di verità sussurrate, di fustigatori che sappiano scrivere «la mia fantasia si è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere».

Chi vuole conoscere la mente, non è certo il cuore che Longanesi offre, di un grande scrittore, legga questo libro. Troverà sicurezze amare e nuove, ben più tristi verità, ma in fondo è proprio questo che La sua signora ci vuole consegnare, e al giorno d’oggi non è poca cosa.

Leo Longanesi, La sua signora, Longanesi, pp.324, €20

Inserito da:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *