Il 30° Salone del Libro apre i battenti. E Franceschini sogna un accordo con Milano

Il 30° Salone del Libro apre i battenti. E Franceschini sogna un accordo con Milano

Share

Antonella Frontani |

Si è tenuta oggi la cerimonia di apertura della trentesima edizione del Salone del Libro di Torino. Una sfida vinta e un’apertura, per il futuro, con la città di Milano.

Sarà un’edizione nuova ma anche emozionante.

Il Salone del Libro è una manifestazione giunta al suo trentesimo compleanno e come una giovane donna ha raggiunto piena consapevolezza delle sue potenzialità.

IMG-20170518-WA0016Solo qualche mese fa la città era in subbuglio per lo stato di incertezza in cui il salone era finito: lo strappo con Milano avrebbe compromesso l’appuntamento storico tra Torino  e il mondo della lettura? Gli editori avrebbero disertato il loro impegno? I visitatori sarebbero diminuiti?Questi erano solo alcuni degli interrogativi che toglievano il sonno a organizzatori, istituzioni e operatori turistici.

Questa mattina, un’ora prima della cerimonia di apertura del Salone, lunghe, interminabili code di visitatori attendevano per l’acquisto del biglietto.

Il consueto entusiasmo che ogni anno ha accolto la manifestazione, quest’anno sembra quasi frenesia. Come se ognuno partecipasse anche con uno spirito vagamente giacobino.

Poi, è arrivato il tempo dei discorsi.

Il Ministro Dario Franceschini ha voluto sottolineare la necessità di mettere fine alla competizione con la fiera di Milano, impresa che ha tentato per lungo tempo. Il nuovo direttore Nicola Lagioia è stato empatico e inclusivo, molto bravo. La Sindaca Appendino ha citato Calvino e la sua definizione di città. Il Presidente della Regione Chiamparino ha scelto il consueto mood informale ed efficace, non risparmiando citazioni della tradizione piemontese. Il Presidente della Fondazione per il Libro, però, ha scritto e letto il discorso più emozionante, in cui ogni passaggio rappresentava uno snodo filosofico. Bisogna saper spiegare il valore di un libro, per poterlo difendere, e  della lettura, che può cambiare le sorti di un’esistenza. Massimo Bray è riuscito a fare un lungo intervento senza annoiare la platea silenziosa, contro ogni insegnamento comunicativo. E anche la lettura del lungo elenco di collaboratori che hanno lavorato per la realizzazione del Salone non aveva il tono di un saluto formale, ma un’ affascinante cadenza ipnotica oltre al senso di profonda gratitudine per l’impegno prezioso dell’individuo.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha chiuso la cerimonia infondendo quel senso di Stato, autorevolezza  e buon senso che  contraddistinguono da sempre  il suo operato.

IMG-20170518-WA0015

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *