DIVERSO DA TUTTI E DA NESSUNO

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A dodici anni dalla morte di Tiziano Terzani la casa editrice Tea pubblica una raccolta di testimonianze sulla vita del giornalista fiorentino. Curato della sua compagna, Angela Staude, Diverso da tutti e da nessuno, si presenta come un complesso gioco di immagini, un insieme di piccole finestre, affacciate su quei misteriosi paesaggi che sono i ricordi.

Tiziano Terzani. fotoTiziano Terzani ha vissuto molte vite, così varie per luoghi ed incontri, che non dobbiamo stupirci se le parole di un famoso fotografo seguono quelle di un ex impiegato Olivetti. Il libro è composto da sedici brevi racconti, scritti da sedici amici di Tiziano. Non c’è tra loro alcun nesso se non il comune obbiettivo di raccontare chi fosse Terzani. La parte finale dell’opera contiene una lettera dello scrittore e un interessante dialogo tra il figlio Fosco e l’asceta indiano con cui Tiziano visse gli ultimi anni della sua vita, ormai segnata dalla malattia.

È una lettura piacevole, ma piena di quel senso di vertigine che dà in fondo inseguire un fantasma. Singapore, Cina, India, Giappone, sono alcuni dei luoghi che hanno visto passare l’elegante sorriso di questo scrittore sempre in viaggio. Scrittore certo, ma soprattutto giornalista, perché capire la realtà era per Terzani una vera e propria ossessione, il desiderio che tutti ricordano.

Diverso da tutti e da nessuno, è un titolo importante perché dice molto di Tiziano, del senso di ineffabilità che questo libro trasmette. Leggendolo si ha come l’impressione di osservare un mosaico dalla figura difforme e cangiante. Terzani appare infatti come un uomo dotato di una quantità incredibile di doti, difetti, desideri. Gli uni sono sempre in contrasto con gli altri, in una perenne tensione e movimento.

Possiamo osservare una vita straordinaria da punti di vista talmente diversi da non essere mai contraddittori. Perché Terzani era uno di quegli uomini che non raccontano mai due volte la stessa storia. «Tu sai bene, Tiziano, che le persone che io fotografo non muoiono mai. Vivono eternamente nei miei scatti. Ma tu, Tiziano, non vivi soltanto nelle mie fotografie, tu vivi nel mio cuore».

Questa dolce confessione riflette a mio parere il messaggio che questo libro grida a un grande spirito. Come disse Saint Exupéri noi non sappiamo dove vanno le persone quando muoiono, ma sappiamo bene dove rimangono.

Emanuele Amo

Inserito da:

JB

Journalist and videoreporter | https://about.me/jacopobianchi

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