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Bilancio, scontro Appendino-Fassino

Bilancio, scontro Appendino-Fassino

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Federico Cuomo | La polemica Appendino-Fassino di questi giorni non sembra essersi ancora spenta e le accuse continuano a essere lanciate reciprocamente senza soluzione di sosta. Tutto sembra essere incominciato dopo i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno, quando Fassino, dopo aver commentato la malagestione dell’evento, aveva invitato la sindaca a prendersi le proprie responsabilità. Un invito non certo gradito dall’Appennino che, avendo chiarito la propria posizione sulla vicenda sottolineando l’attuazione di una prassi consolidata per quanto riguarda la sicurezza, ha poi virato sul primo cambiamento in giunta, con la sostituzione dell’Assessore all’Ambiente Stefania Giannuzzi.

Il battibecco, alimentato dai media locali e nazionali, si è poi velocemente spostato sulla gestione economica della città e sulla questione del bilancio, argomento più volte al centro del dibattito anche durante la campagna elettorale di un anno fa.

La Sindaca ha ancora una volta evidenziato come, al passaggio di consegne, le sia stata affidata una città in «una situazione di squilibrio strutturale», segnata da un debito colossale. Accuse respinte da Fassino che sottolinea come nel corso del suo mandato (dal 2011 al 2016) l’enorme debito pubblico della città sia stato migliorato.

Tra i due si è inserita la Corte dei Conti, attualmente ancora a lavoro per capire cosa sia successo nel biennio 2014-2015, anni in cui secondo i pentastellati la giunta avrebbe nascosto qualche scheletro nell’armadio.

Nel frattempo l’ex Sindaco del PD ha fatto notare come le cattive scelte finanziarie dell’attuale giunta abbiano contribuito a far mettere in stato di «tutela» la città.

Nel mezzo di questa polemica una verità sembra emergere chiaramente: Torino ha un pesante debito pubblico, ma le spese fatte in passato, a cominciare dalla Olimpiadi 2006, hanno contribuito a offrire nuove possibilità di sviluppo alla città. Resta da vedere se Appendino e il suo team riusciranno a ripianare il deficit, senza compromettere servizi e politiche per la città.

Nel frattempo i torinesi continuano a raccogliere i cocci del confronto tra i due schieramenti, aspettando di vedere se una futura conciliazione e apertura possa offrire qualcosa di costruttivo per il futuro della città

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