Breaking News
24 settembre 2017 - Schulz, populisti in Bundestag minaccia
24 settembre 2017 - Merkel wins fourth term as far-right enters German parliament
24 settembre 2017 - NFL players, managers defy Trump on anthem protests as feud ramps up
24 settembre 2017 - Precipita caccia:ritrovato corpo pilota
24 settembre 2017 - Tremor shakes Mexico as hope dims of finding quake survivors
24 settembre 2017 - Politica: PD, RENZI "USCIRE DA MODALITA' LITIGIO"
24 settembre 2017 - Sport: SAGAN NELLA LEGGENDA, TRENTIN AI PIEDI DEL PODIO
24 settembre 2017 - Caccia militare in mare durante show
24 settembre 2017 - Jaguars, Ravens kneel for anthem in 1st game since Trump ramps up feud
24 settembre 2017 - La settimana economica di Giuliano Zoppis: PER LA BREXIT TEMPI LUNGHI, MAY FRENA
24 settembre 2017 - Obamacare repeal bill in doubt in Senate as key Republicans' concerns deepen
24 settembre 2017 - Serie A: Inter e Lazio avanzano
24 settembre 2017 - Trump urges fans to consider NFL boycott over player anthem protests
24 settembre 2017 - Studentessa denuncia stupro a Rimini
24 settembre 2017 - Gotti Tedeschi, nessuna accusa al Papa
24 settembre 2017 - Lazio,no fondi sms Amatrice,già'coperta'
24 settembre 2017 - Senator Collins leaning against voting for Republican healthcare bill
24 settembre 2017 - 'Fondi sms non ad Amatrice',faro procura
24 settembre 2017 - Vaticano: Milone, obbligato a dimettermi
24 settembre 2017 - Calcio: Montella "Milan insufficiente"
24 settembre 2017 - Secessioni, fra stile e politica
24 settembre 2017 - Sport: MARQUEZ VINCE GP ARAGON, 5^ ROSSI, MALE DOVIZIOSO
24 settembre 2017 - Sport: LA SAMPDORIA STENDE CON MERITO IL MILAN
24 settembre 2017 - Trump renews clash with U.S. sports world
24 settembre 2017 - Gotti Tedeschi firma nota "eresie" Papa
I signori del tempo perso, intervista a Giorgio Barbieri

I signori del tempo perso, intervista a Giorgio Barbieri

Share

Di Valeria Rombolà

I signori del tempo perso di Francesco Giavazzi e Giorgio Barbieri, edito Longanesi, è la storia della burocrazia italiana e delle sue leggi, che si ingarbugliano senza sosta in una grande confusione generale, lasciando il nostro Paese appesantito e arretrato.

Ma come mai è così difficile cambiare il meccanismo di funzionamento della burocrazia italiana? Quali sono le ragione e la probabili soluzioni di questa situazione? Questo libro cerca di spiegare perché le riforme che si sono susseguite nel tempo, in realtà non hanno cambiato nulla.

Ne abbiamo parlato qui con uno degli autori del libro, Giorgio Barbieri.

1) Nel libro fate un paragone con il Giappone, in cui la classe dei Samurai in poco tempo ha rivoluzionato e modernizzato il Paese. In quel caso una classe che avrebbe potuto sabotare le riforme, è stato il moto del cambiamento. In Italia quale potrebbe essere la soluzione per incentivare una modernizzazione del sistema burocratico?

In Giappone l’Imperatore ha compreso che una casta così potente avrebbe potuto opporsi al potere, se avesse perso il suo prestigio. Per questo, ha tentato di dare loro un ruolo differente senza far si perdessero i loro antichi privilegi. Anche nel nostro Paese, il miglior incentivo sarebbe quello di permettere il passaggio dei più potenti dirigenti, dal pubblico al privato. Questo modello è già stato applicato con successo in Francia. Nel nostro Paese, Tito Boeri, dirigente INPS , è stato un esempio di chi ha cercato di opporsi alla rigida struttura burocratica preformata, scatenando però l’ opposizione dei più.

2) Nel libro, mettete in evidenza anche le forte problematiche legate alla giustizia, in particolare quella amministrativa. Il Consiglio di Stato è considerato il giudice “ con lo spettro di competenze sociali e di forte peso economico e sociale”. Ma quali sono le cause di questo rallentamento giuridico? In che cosa potrebbero migliorare?

Il Tar si occupa di troppe materie, aprendosi così a svariate interpretazioni e dubbi. Questo fa sì che ci sia un numero elevatissimo di ricorsi. La soluzione decisiva sarebbe quella di un’ alleggerimento del sistema di regole presenti nel sistema, mediante il quale si permetterebbe di incrementare la concorrenza e di diminuire drasticamente la corruzione.

3) Spesso nel libro fate dei paragoni con gli Stati Uniti: che cosa ha il sistema burocratico

americano di differente rispetto al nostro?


È sicuramente uno Stato più leggero: questo ha incentivato la concorrenza del sistema. Nel libro, riportiamo la sentenza Vergara vs California con la quale gli studenti hanno tentato di contrastare la casta dei sindacati degli insegnanti, una delle più potenti del Paese. Gli studenti volevano vedersi garantito il diritto al miglior livello di istruzione possibile, opponendosi all’impedimento stabilito per legge di divieto di licenziamento degli insegnanti. Gli studenti, in quella occasione, persero il ricorso, ma la sentenza è da considerare un esempio storico del funzionamento del Paese.

4) Vi siete concentrati in particolare sulla riforma Madia, nata con l’obiettivo di garantire una maggiore elasticità al sistema. Come mai anche quella riforma non ha funzionato? Quanto ha inciso la paura della burocrazia di perdere il potere?


La riforma voleva parificare i dirigenti di prima e seconda fascia, oltre a introdurre degli incarichi amministrativi a tempo determinato. Questa avrebbe favorito una nuova forma di burocrazia, priva dell’ appoggio della politica.
Se quest’ultima si preparasse correttamente, sarebbe maggiormente competitiva e indipendente. Il suo più grande problema è proprio quello di essere assoggettati ai tecnici. Un allontanamento da questi ultimi, comporterebbe un forte snellimento del sistema. Il fare anti politica non serve a nulla.

5) Quali soluzioni proponete per riformare la burocrazia?

In primo luogo uno Stato più leggero, con meno leggi e meno regole e un sistema di maggiore liberalizzazione che favorirebbe la concorrenza.
In secondo luogo, maggiori passaggi dei dirigenti dal pubblico al privato.
Infine, la creazione di una classe politica in grado di favorire una limitazione del potere burocratico.
Spesso, infatti, si guarda il dito (la politica) senza guardare la mano (la burocrazia), non rendendosi conto del vero problema.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo di posta elettronica non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati con *