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Le venti giornate di Torino

Le venti giornate di Torino

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Federico Cuomo | VIDEO | Horror, fantascienza o giallo: difficile definire Le venti giornate di Torino, una storia intricata e ricca di misteri ambientata nel capoluogo piemontese degli anni ‘70, scritta più di quarant’anni fa da Giorgio De Maria e presentata al circolo dei lettori nella nuova edizione Frassinelli.

Un romanzo che per decenni è rimasto sconosciuto al grande pubblico, nonostante nel 1977 fosse stato pubblicato con una prima edizione del Formichiere, salvo poi riemergere del tutto inaspettatamente attraverso l’incontro tra la famiglia dell’autore e l’editore e scrittore Giovanni Arduino. Un incontro non casuale, ma voluto e cercato dopo aver scoperto il successo che il libro aveva avuto oltreoceano e in Inghilterra, grazie al suo taglio unico e ad alcuni aspetti profetici, come una misteriosa biblioteca in grado di mettere in comunicazione persone sconosciute ma desiderose di scrivere e farle circolare, come un vero social network ante litteram.

Intuizioni che fanno da contorno a una storia surreale che parte dall’indagine di uno scrittore impegnato nel ricostruire attraverso un libro una serie di eventi misteriosi accaduti in città nel corso di una primavera di circa dieci anni prima, per arrivare a un finale a sorpresa ricco di sfumature psicologiche.

Il tutto condito da una descrizione dettagliata della “torinesità” di quegli anni, delle sensazioni, delle paure e delle speranze che caratterizzavano una città al culmine del successo industriale, ormai arrivata al punto di voltare pagina e trovare una nuova identità. Emozioni che erano ben chiare nella testa dell’autore, il professor Giorgio De Maria, intellettuale torinese scomparso meno di un decennio fa, e che erano in attesa di essere finalmente riscoperte e condivise con il grande pubblico.

Guarda l’intervista a Corallina De Maria

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