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Il nucleare italiano è partito: si è costituita la joint venture paritaria Edf-Enel, dal nome programmatico: Sviluppo Nucleare Italia Srl; essa avrà il compito di fare studi di fattibilità, trovare siti, curare gli aspetti normativi e legislativi ecc. ecc. per la realizzazione di 4 centrali da 1600 MW; costo cadauna 4,5 Miliardi di euro; tempi costruzione: avvio 2013 con inizio produzione nel 2018.

Dimenticavo l’obiettivo è quello di aprire il capitale ad altri soci fino al 49% fin dall’inizio visti le ingenti risorse economiche necessarie: 2,81 milioni di € per MW, ad oggi. In questo Argomento ci occuperemo del costo dell’energia nucleare, si perché quello del costo delle centrali nucleari è un avariabile “non controllabile” e Governo e Confindustria ripetono ossessivamente che il nucleare farà abbassare la bolletta e le rinnovabili costano troppo, ciò alla vigilia del lancio della propaganda di governo che dopo l’estate cercherà di convincere gli italiani che il nucleare è: economico, sicuro e pulito. Andiamo con ordine ed analizziamo alcuni fatti. Nel 2008 la cifra presentata dall’ Amministratore Delegato dell’Enel Fabio Conti come costo di una centrale da 1600 MW era di 3,2-3,5 miliardi. L’ hayatolla  del nucleare, inaugurando il cantiere di Mochovce in Slovacchia dove Enel completerà due unità di progettazione sovietica anni ’70 per 880 MW totali alla modica cifra (preventiva) di 2,8 miliardi di euro viceversa, ha ribadito che le centrali da costruire in Italia costeranno 4,5 miliardi l’uno, per un totale di 18 miliardi di €, l’inflazione “nucleare” viaggia intorno al 30% annua, vedremo a fine costruzione, se fine vi sarà.

La clausola di assunzione dei rischi di varia natura (ritardi e costi aggiuntivi) nella fase della costruzione di una centrale nucleare, visti i risultati dalla grave esperienza nel cantiere finlandese di Olkiluoto, ultima centrale nucleare quasi ultimata in Europa che cumula costi e ritardi (1,5 miliardi di extracosti e un contenzioso aperto tra committenti e costruttori su chi dovrà farsi carico di questo onere), ha spaventato fortemente i francesi di AREVA. Infatti è emblematica la vicenda dell’Ontario dove il Governo di quel paese ha bandito una gara per la sostituzione di due vecchi reattori nucleari; ebbene la gara si è chiusa per eccesso di costo. Per la sostituzione dei due reattori, il governo aveva previsto un costo di quasi 7 miliardi di dollari (poco meno di quelli previsti dall’AD dell’Enel). Hanno presentato offerte L’AECL canadese e la francese AREVA, la prima per 26 miliardi ed i secondi per 23,6 miliardi di dollari. Considerando che le due proposte prevedevano due tipologie diverse, unità da 1200 MW i canadesi e 1600 MW i francesi, i costi di costruzione diventano 10,8 milioni di $ per MW la proposta canadese e 7,4 milioni di $ la francese e considerando un cambio favorevole euro/dollaro, si arriva a 7,5 e 5,1 milioni di euro per MW installato. Una bella cifra che varia dal doppio al triplo (circa) di quello previsto dai nostrani valorosi combattenti pro-nucleare. Da rilevare che la proposta francese se pur più vantaggiosa, non è stata ritenuta valida in quanto AREVA non aveva firmato la clausola che prevedeva l’assunzione di tutti i rischi finanziari durante la costruzione; forse la differenza tra 5,1 e 7,5 è il costo del “rischio”? Per quanto attiene il costo di produzione uno studio del MIT del 2003 valutava il costo di produzione in un range 7.7-9.1 cent $/kWh, uno studio del Keystone (sponsorizzato da 11 organizzazioni coinvolte nella componentistica nucleare) ampliava la forchetta a 8.3-11.1 cent $/kWh. Nel caso dell’Ontario il costo del kWh salirebbe a oltre 16 centesimi di dollaro con la proposta francese ed includendo i rischi di ritardo, la proposta canadese fa schizzare il costo del kWh prodotto a 24 centesimi circa, il triplo di quanto il DOE (dipartimento americano dell’energia) valuta i costi per l’eolico. Con parole semplici (Tom Burke, Reset n°110 ,2008): quanto costa una centrale nucleare? Esistono soltanto due risposte oneste. La prima: Non lo sappiamo, la seconda: Ve lo diremo a costruzione ultimata.

Uno sguardo al mondo fuori dal nucleare: l’Europa ha registrato nel 2008 risultati molto interessanti. L’eolico si è posizionato al primo posto 35%, in termini di potenza netta elettrica installata, seguito dalle centrali a gas 29% e dal fotovoltaico 19%. La cosa più interessante è il fatto che, anche considerando le variazioni nette delle potenze elettriche dell’intero periodo 2000-2008, l’eolico si posiziona al secondo posto con il 45%, dopo il gas al 68% ed il fotovoltaico al terzo posto al 7%. Nello steso periodo di tempo le centrali nucleari, quelle a carbone e ad olio combustibile presentato un saldo negativo. Cosa succede in Italia? Le “Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia, 2008” pubblicazione del GSE (Gestore Servizi Elettrici) forniscono un quadro della situazione attuale, evidenziando gli sviluppi occorsi negli ultimi anni. Nel solo 2008 sono stati installati 1.010 MW eolici, circa 300 MW fotovoltaici, 400.000 metri quadrati di solare termico, complessivamente la potenza installata rinnovabile è aumentata in un anno del 7% l’equivalente di un centrale nucleare da 1600 MW, il tutto in un solo anno e senza tanti traumi sociali. Si tratta di risultati tali da posizionarci finalmente ai primi posti in Europa e nel Mondo. Uno sguardo ai costi: nell’eolico sono stati investiti 1,8 miliardi di Euro, mentre 1,2 miliardi € sono stati destinati al finanziamento degli impianti fotovoltaici e 0,4 miliardi € agli impianti termici. Agli investimenti sul solare e sull’eolico effettuati nel 2008 - 3,4 miliardi €, vanno aggiunti quelli relativi alle biomasse, ai biocarburanti, alla geotermia a bassa e alta entalpia e al mini idroelettrico; si tratta di cifre importanti che vedono impegnate ormai migliaia di aziende con decine di migliaia di addetti. La domanda che si pone è: esisterà mai un luogo in cui dibattere seriamente, democraticamente, in cui poter valutare non con il paraocchi dell’ideologia (il nucleare è un’ideologia) ma con spirito laico le scelte energetiche che ci accingiamo a compiere per noi e le generazioni future del nostro paese?