“Cos’è il Turismo Responsabile e Sostenibile?” “Che differenza c’è con il turismo classico?”
Sono le prime tipiche domande che ci vengono poste quando le persone approcciano per la prima volta a questo modo di fare turismo.
La nostra replica è stata creare il Sistema Locale di Turismo Responsabile nelle Marche per far vivere in concreto le risposte che avremmo dato a parole.
Anni fa, sotto la spinta del commercio equo e solidale e del turismo responsabile in crescita in Italia e nel mondo, abbiamo cominciato a pensare e lavorare a questo progetto senza avere idea di dove saremmo arrivati. Oggi, a distanza di qualche anno, promuoviamo in concreto i principi di questo modo di essere turista attraverso itinerari locali dove il viaggiatore, come amiamo chiamarlo noi, è al centro dell’attenzione tanto quanto la comunità e il territorio che lo ospita. Ecco allora perché si usa la parola ‘responsabile’, proprio per il fatto che ci si sente coscienti, consapevoli e responsabili verso la località che ci ospita, verso le persone del luogo, rispettando prima di tutto l’ambiente e la natura e poi anche la cultura, la società, le persone, le tradizioni. Si cerca di entrare in sintonia con l’ambiente circostante, senza schemi o pregiudizi di sorta. Si provano cibi nuovi, si conosce gente del posto, ci si sposta per quanto possibile con mezzi locali. Si vive cioè come una persona del luogo. In questo modo si cresce, si sperimentano nuovi modi di vivere, di pensare, di godersi la vacanza e il riposo in maniera…naturale. E, aspetto straordinario, si torna a casa più tolleranti, più ricchi interiormente, più consapevoli del viaggio che si è affrontato e sicuramente con molte cose autentiche da raccontare.
Ci sono molti altri aspetti che differenziano il TR (come viene chiamato tra gli addetti ai lavori) dal turismo tradizionale: le strutture ricettive e per la ristorazione sono nella maggior parte dei casi gestiti da persone locali, spesso a conduzione familiare, con particolare attenzione al consumo critico delle risorse, al risparmio energetico, al cibo più possibile Bio. Questo permette maggior interazione sociale tra viaggiatore e chi lo ospita, conservazione di antiche ricette culinarie che in questo modo rivivono, crescita economica locale per il fatto che il denaro speso rimane nel territorio di destinazione e a sua volta ricada sulla collettività del luogo. Stessa cosa vale per le visite a musei, ai siti culturali, ai borghi, alle piccole aziende agricole che producono cibi biologici rispettando la natura e i cicli di coltivazione. Normalmente poi, all’interno degli itinerari proposti, si lascia spazio per la visita ad associazioni o gruppi che portano avanti progetti sociali con scopi umanitari: senzatetto, bambini si strada, donne in difficoltà, case famiglia e tutto ciò serva per dare aiuto a chi ne ha veramente bisogno. Nei viaggi all’estero c’è una parte del costo totale che viene sempre devoluta a favore di piccoli progetti di questo tipo che sono stati precedentemente conosciuti e visitati, garantendo così che il denaro serva effettivamente allo scopo.
Ecco quindi un’altra sostanziale differenza con il turismo tradizionale: tutta la filiera, cioè tutti gli attori che compongono l’offerta turistica, dal fornitore finale di servizi, ai referenti locali, agli organizzatore del viaggio, fanno parte di quella che si chiama ‘la Rete di Economia etica e solidale’. Questo garantisce trasparenza nella composizione del viaggio, etica nel lavoro che ognuno svolge, tutela e attenzione costante all’ambiente e al rispetto degli altri e soprattutto tangibilità, da parte del viaggiatore, nel processo di attuazione di un pacchetto turistico, di un itinerario, di un viaggio. Il prezzo è trasparente ovvero chi compra il viaggio sa esattamente a chi vanno e in che percentuale i soldi che spende.
Il TR è in crescita costante proprio perché ci si accorge che è un turismo ‘vero’. Ecco perché la domanda non è appannaggio soltanto di alcune categorie di persone per indole più inclini a viaggi del genere, ma ci sono varie tipologie di persone che richiedono itinerari e partenze. Normalmente ci vuole spirito di adattamento, tranquillità e un pizzico di voglia di avventura soprattutto per i viaggi nel sud del mondo. Ciò non toglie che si cerca di rendere il tour confortevole e si vengono incontro, per quanto possibile, alle richieste specifiche dei viaggiatori. Ovviamente ciò non avviene per tour locali italiani in quanto non ci sono grossi scogli alle comodità e alle richieste più disparate di chi si mette in marcia.



