IL DILEMMA DELLE CASE CLIMA
Può la bioedilizia, praticata sotto forma di contenimento energetico, mettere a rischio la qualità dell'aria delle nostre case?
Sembra una contraddizione in termini, ma è proprio il dubbio insinuato dall'Environmental Protection Agency, il principale ente di protezione ambientale degli Stati Uniti.
Il fatto che un appartamento trattenga calore ed eviti inutili dispersioni potrebbe, secondo lo studio statunitense dell'Epa, non consentire quel ricambio dell'aria necessaria a eliminare i veleni domestici.
E' ormai consolidato che la formula ideale per un’abitazione ecosostenibile è la “passività”, un termine coniato dapprima in Svezia e poi in tutto il nord Europa per indicare una casa che riesca a scaldarsi e a produrre energia senza alcun impianto, ma semplicemente con i raggi del sole e con il calore umano degli occupanti.
Il modello ha appena passato la frontiera alpina e già da quattro anni, a Bolzano, esiste la certificazione “KlimHaus” ovvero “Casa Clima”. Si tratta di un’etichetta rilasciata da un’agenzia indipendente e sulla base della normativa della provincia autonoma altoatesina, secondo la quale è possibile “promuovere” gli edifici esistenti e quelli ancora da costruire sulla base di determinati requisiti di fabbisogno energetico. Il principio è simile a quello della casa passiva: se le necessità energetiche vengono soddisfatte utilizzando meno di 70kwh annue al metro quadro si ottiene l’ambizioso titolo, in proporzione alle risorse consumate. Le più virtuose possono anche aspirare alla classe “oro”, quella delle abitazioni che non superano i 10 kwh al metro quadro annui. Tutti gli edifici in costruzione della provincia di Bolzano devono almeno rientrare in una delle categorie indicate nella certificazione.
Quasi duemila gli edifici che hanno oggi il "bollino" KlimaHaus. A parte il balletto delle cifre sugli effettivi risparmi energetici, rimane il dilemma: contenere calore aiuta l'inquinamento indoor?
Secondo alcuni specialisti i benefici di chi sceglie tecniche e materiali naturali di origine vegetale, rispetto a quelli di sintesi (petrolchimica) dell’edilizia tradizionale, sono molteplici e tutti di grandissima valenza per la salute dell’uomo. In primis, la notevole riduzione delle fonti di inquinamento interno, ma anche il forte risparmio energetico e il rispetto per l’ambiente esterno. E sarebbe questa la chiave da seguire per
Il matrimonio perfetto tra risparmio energetico e riduzione dell'inquinamento indoor può dunque esistere: arieggiare il locale prima di soggiornarvi vale anche in questo caso.
Il 3 dicembre, a Bolzano, proprio nel quartier generale della certificazione CasaClima, se ne parlerà in un convegno tutto dedicato al ruolo fondamentale che la finestra può avere nell'ottimizzazione della bioedilizia.
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