Scienza e salute

NELLE ALGHE UN PRINCIPIO ATTIVO EFFICACE PER L’INFERTILITA’

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Un principio attivo contenuto nelle alghe potrebbe aiutare contro l'infertilita' maschile. Lo suggerisce uno studio dell'universita' Federico II di Napoli pubblicato dal Journal of Steroids and Hormonal Science. I ricercatori hanno testato per sei mesi un integratore a base di tradamixina, un principio attivo contenuto in alcuni tipi di alghe. Il gruppo trattato con le alghe ha avuto 13 gravidanze, il 46,1% in piu' rispetto a quello trattato solo con un antiestrogeno. “Abbiamo selezionato 90 maschi con problemi di infertilità - spiega Giovanni Di Lauro, autore dello studio e primario urologo dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie -. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi. Il gruppo A è stato sottoposto a terapia a base di tradamixina, ingrediente di un integratore alimentare, associata a un farmaco antiestrogeno, il gruppo B solo con farmaco estrogeno, il gruppo C a placebo.Leggi tutto su www.sanitanews.it

 

MORTALITA' DA FUMO E ALCOL: LE DONNE SONO PIU' A RISCHIO

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Uno studio europeo pubblicato sul Bulletin epidemiologique hebdomadaire (BEH), ha investigato su 380mila persone di tutto il continente e ha scoperto che le donne che fumano e bevono hanno un rischio di morte molto piu' alto rispetto agli uomini con gli stessi vizi. Il gruppo di pazienti quarantenni e' stato seguito per 12 anni, periodo in cui piu' di 26mila sono morti

 

DALL’AUSTRALIA UNO STUDIO SULLA MUTABILITA’ DELLE STAMINALI

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Una ricerca australiana ha creato una 'roadmap' molecolare che mostra come qualsiasi cellula nel corpo umano puo' essere mutata in una cellula staminale artificiale. L'equipe guidata da Jose Polo, direttore del laboratorio di epigenetica e riprogrammazione dell'Universita' Monash di Melbourne, in collaborazione con l'Universita' Harvard in Usa, rappresenta un sostanziale progresso nella tecnologia di riprogrammazione cellulare, gia' utilizzata in test farmacologici, ma finora non ben compresa. L'uso delle cellule riprogrammate, le cellule pluripotenti indotte (iPS) comporta vantaggi pratici rispetto a quelle ricavate dagli embrioni. Le cellule staminali pluripotenti artificiali sono state ottenute sette anni fa dallo scienziato Shinya Yamanaka, che per quel lavoro vinse poi il premio Nobel. Per approfondimenti

 

Tumori: Iss-Airtum, in siti a rischio +9% in uomini e +7% in donne

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(ASCA) - Roma, 8 mag - Aumenta l'incidenza dei tumori nei siti a rischio in Italia. Lo evidenziano i risultati preliminari della prima fase dello studio sull'incidenza dei tumori nei SIN (siti di interesse nazionale) condotto dal Dipartimento Ambiente e connessa Prevenzione Primaria dell'ISS e dall'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM). I dati, che saranno presentati domani a Siracusa, nel corso della XXXVIII Riunione del Gruppo per la Registrazione e l'Epidemiologia del cancro nei paesi di Lingua Latina (GRELL), dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), dicono di un eccesso pari al 9% negli uomini e al 7% nelle donne.

Leggi tutto...

 

CON L’ESERCIZIO FISICO MENO RISCHI DI CARCINOMA EPATOCELLULARE

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L'esercizio fisico potrebbe avere l'effetto di ridurre il rischio di sviluppare un tumore del fegato, il carcinoma epatocellulare. Lo ha dimostrato uno studio, per ora solo sui topi, presentato all'International Liver Congress. Nello studio due gruppi di cavie, predisposte al tumore, al fegato sono stati sottoposti uno a una dieta controllata e l'altro a una ricca di grassi. A loro volta i gruppi erano divisi al loro interno, con una parte dei topi che faceva esercizio cinque volte a settimana e l'altra mantenuta sedentaria. Dopo 32 settimane il numero di topi con il tumore tra quelli con la dieta controllata era inferiore del 30%, e la stessa differenza si e' vista anche tra i gruppi sedentari e quelli attivi..Tutto su www.sanitanews.it

 

I FRUTTI DI BOSCO AIUTANO IL CERVELLO AD ELIMINARE LE PROTEINE TOSSICHE

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I frutti di bosco, dalle fragole ai mirtilli, dalle more ai gelsi, sarebbero in grado di favorire l'autofagia, il meccanismo di 'pulizia' delle cellule che permette di eliminare l'accumulo di proteine tossiche. Una pulizia che, nel sistema nervoso centrale, può frenare il declino cognitivo. Lo spiegano i ricercatori della Tufts University (Human Nutrition Research Center on Aging) e dell'University of Maryland, Baltimora, che hanno osservato gli effetti dei frutti di bosco sui ratti.Leggi tutto su www.sanitanews.it

 
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