L’epoca della modernità racchiusa in quattro secoli densi di avvenimenti storici e letterari.Un susseguirsi di sperimentazioni, senza perdere l’identità. Uno scrittore colto che sa emozionare scavando nella vita interiore di personaggi illustri, e nella nostra, con un sguardo che non si può dimenticare.
Fui rapita, definitivamente, da Eugenio Scalfari scrittore quando lessi la più bella definizione dell’”io” che per anni avevo inutilmente cercato nei meandri della mia confusa vita interiore : “Proprio sulla soglia dei quarat’anni una delle mie certezze andò in pezzi: quella che l’io non possa cambiare , che la sua forza stia tutta nella sua immodificabile coerenza. Cambiano gli spiriti deboli sotto la spinta delle emozioni e dei fatti che ci assediano dall’esterno; ma gli spiriti forti si rafforzano proprio perché non cedono né ai venti tempestosi né al canto delle sirene. Non avevo messo in conto che il sé è assai più forte della ragione.”
Un “romanzo accademico” colto ed avvincente per spiegare la storia del Novecento ascoltando d analizzando la musica classica del XX secolo.
Ho letto un libro che ha segnato un tracciato più chiaro nella mia conoscenza della storia del XX secolo. Un libro che parla di musica. Finalmente è il senso della musica che aiuta a ripercorrere la nostra storia, anche se mai è potuto accadere il contrario. Si tratta di un ambizioso lavoro, pienamente riuscito, compiuto da Alex Ross, critico musicale del New Yorker, in cui l’autore ha cercato di riscattare la musica classica del Novecento vissuta spesso con diffidenza, addirittura disagio, dal grande pubblico.
Prima di entrare nel merito dei motivi che hanno portato a una diffusa contestazione e una sempre più scarsa identificazione nei valori del Cristianesimo, cercherò di spiegare i motivi che mi hanno indotto ad un paragone apparentemente paradossale tra il Clero di cui Ratzinger è il massimo esponente e l’impero di Bisanzio.La definizione “bizantino" fu coniata e resa popolare da alcuni studiosi francesi tra cui si distinse Charles de Montesquieu, figura autorevole della vita intellettuale del diciottesimo secolo.Montesquieu fu l'autore de “Lo spirito delle leggi”, libro che ispirò in seguito i fondatori degli Stati Uniti e i padri della Costituzione americana. Come altri pensatori del suo tempo, Montesquieu nutriva profonda considerazione per gli antichi greci e gli antichi romani ritenuti maestri di cultura e politica e nel contempo, seguendo una tendenza europeo-occidentale che disprezzava il medioevo, considerava l'Impero di Costantinopoli corrotto e decadente.
Ho moderato la presentazione del libro di Carmen Lasorella, con il senso di gratificazione che può muovere una piccola giornalista come me, nei confronti di una grande professionista del giornalismo. Ho letto il libro, ammetto, più spinta da un piccolo senso di vanità che di curiosità nei confronti di questo scritto. In realtà, “Verde Zafferano” ha turbato molti dei miei giorni successivi, ho provato un senso di turbamento per la distanza che il libro mi aveva inaspettatamente fatto percorrere, e la vergogna di non conoscere abbastanza uno spaccato di vita così drammatico.
E’ stato un bambino introverso e già talentoso, un adolescente turbato di un’irrequietezza diventata angoscia in seguito alla precoce morte del padre. Da allora il senso di morte sembra segnare tutta la produzione artistica di Egon Schiele fino al rasserenamento che precede la sua scomparsa, all’età di ventotto anni. Dotato di straordinario talento, incarna il prototipo dell’artista isolato e maledetto: il percorso di vita dal carcere alla morte precoce, il lacerante dissidio tra perbenismo borghese e sessualità, il dolore mai arginato per la morte del padre. In realtà, Egon Schiele ben rappresenta la rivoluzione espressionista del suo tempo, inserendosi perfettamente nel circuito artistico della Vienna di inizio Novecento.