Vi è una relazione tra la forma dei cibi, il tempo di masticazione e la quantita' di calorie assunte. E' quanto hanno rilevato i ricercatori del Centro di Ricerca Nestle' (Nrc) grazie a una serie di studi svolti in collaborazione con l'Universita' di Wageningen, nei Paesi Bassi, che hanno analizzato la correlazione tra le caratteristiche di un pasto, il senso di sazieta' e di conseguenza l'assunzione di nutrienti e calorie. "Questi studi - ha detto Ciaran Forde, ricercatore che ha condotto lo studio - ci danno la possibilita' di conoscere l'impatto che gli alimenti, nelle diverse forme, hanno sul comportamento alimentare, sul senso di sazieta' e sull'assunzione di cibo. Il nostro obiettivo e' aiutare i consumatori a raggiungere la sazieta' ingerendo meno calorie". L'indagine ha evidenziato come la soddisfazione data dal pasto e la forma in cui la pietanza viene proposta abbiano un ruolo determinante sulla quantita' totale assunta. Lo studio dimostra che i cibi piu' morbidi, come le puree di verdure, le lasagne e i pomodori pelati che vengono ingeriti in grandi bocconi e sottoposti a pochi atti masticatori, hanno un tasso assunzione al minuto considerevolmente maggiore dei cibi solidi. In quest'ottica risulta quindi meno appagante per l'appetito una porzione di pure' che viene masticata solo 27 volte contro la stessa quantita' di patate che necessita di 488 atti masticatori.Leggi il resto su www.sanitanews.it