12 Luglio 2024
Share

Fonte Scienza in rete

Negli anni ’70, l’agronomo Giovanni Haussmann criticava l’approccio produttivistico dell’agricoltura industriale, che trascurava gli equilibri ambientali. E sosteneva la necessità di una nuova etica che integrasse conoscenza e rispetto per la natura, un’idea ripresa nel suo libro del 1992, L’uomo simbionte.

Oggi, l’importanza di un’etica agroecologica è sempre più riconosciuta, e sempre più necessaria per affrontare le sfide ambientali e socio-economiche globali. Haussmann ha vissuto, da agronomo, la parabola dell’innovazione dell’agricoltura italiana del periodo compreso fra gli anni Sessanta e Ottanta, durante il quale si è diffuso il modello proposto dalla cosiddetta rivoluzione verde di ispirazione industriale. Un modello focalizzato sugli obiettivi produttivistici e poco attento agli equilibri ambientali.

Per Haussmann, la frattura umanità-ambiente, causa ed effetto di una profonda crisi culturale, non può essere ricomposta se non in un quadro ecologico di profonda revisione dei criteri di comportamento. Ne scrive Stefano Bocchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *