27 Febbraio 2024
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Nell’ultimo anno abbiamo assistito a una chiara scelta da parte dell’amministrazione comunale: dare priorità alla proliferazione di progetti cosiddetti di “riqualificazione urbana”.

Dalla cittadella dello sport che dovrebbe sorgere sul parco del Meisino al progetto per la costruzione di un supermercato Esselunga che andrebbe a soppiantare il parco Artiglieri da Montagna, dal taglio dell’alberata di Corso Belgio al progetto di ospedale alla Pellerina, passando per la deriva a privatizzare ciò che dovrebbe essere garantito, come l’acqua pubblica: è chiara la direzione verso la quale si sta andando! Tutto questo pensando di poter agire senza confrontarsi con la cittadinanza, tramite l’applicazione d’ufficio di progetti che peggiorano la qualità della vita delle persone che abitano i quartieri di questa città.

C’è un elemento che accomuna tutti questi progetti (e altri non nominati qui): la gestione delle risorse pubbliche destinate a un restyling atto al risparmio e una visione miope degli spazi di natura in città. Una natura vista più spesso come arredamento urbano, senza tenere in alcun conto la restante fauna (Meisino e Giardino Boscoso ne sono un esempio).

Una gestione vetusta e distruttiva, giustificata dal Comune, a fronte delle proteste dei cittadini, dalla difficoltà a gestire le poche risorse. Queste non vengono utilizzate per la manutenzione ordinaria, per i piccoli interventi a tutela della gestione dei territori che andrebbero svolti quotidianamente, si ricorre invece a i fondi dell’Europa, del famoso PNRR o di altri finanziamenti, che vengono usati per progetti indesiderati, abbandonando qualsiasi logica che si curi dell’ecosostenibilità più e delle priorità in una fase di forte crisi climatica e ambientale.

In un momento come questo, in cui la sofferenza economica e sociale data dagli sconvolgimenti di questi anni, dal Covid alla guerra, è largamente diffusa, ci sembra ben poco lungimirante da parte dell’amministrazione comunale andare a colpire quei pochi spazi di vivibilità ancora esistenti nella nostra città.

Dal centro alla periferia le esigenze della popolazione sono ben altre rispetto alla narrazione del Comune di rifare il look della “Torino che cambia”. Abbiamo bisogno di risorse per tutelare i parchi e gli alberi, perché solo con la dovuta cura per l’ambiente che ci circonda costruiamo la possibilità di vivere in salute, pretendiamo di praticare il diritto di decidere sui territori dove abitiamo e dove siamo costretti a lavorare per il profitto di altri.

Per questi motivi oggi, sabato 28 ottobre, partecipiamo tutti a una grande manifestazione cittadina, in grado di dare voce a tutte queste istanze.

RESISTENZA VERDE – Unione dei Comitati di Torino per la Tutela del suolo e le aree Verdi

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