Parco della Salute, evoluzione di un progetto

Parco della Salute, evoluzione di un progetto

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Simone Panero | Il Parco della Salute rappresenta per Torino e la sua area metropolitana l’investimento più importante dei prossimi anni. Il progetto muterà equilibri economici e sociali modificando reti di trasporti e collegamenti della città. La costruzione del nuovo polo sanitario e di ricerca è un’occasione per lo sviluppo, il miglioramento della qualità dei servizi e la riqualificazione dell’area urbana del Lingotto. L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha confermato che sono vicini i tempi della gara d’appalto: i lavori dovranno essere affidati entro il 2018 e la proposta giudicata migliore verrà realizzata. L’area sarà di 150 mila metri quadrati e i costi non sono indifferenti: il Parco costerà 922 milioni di euro di cui 250 milioni di finanziamento pubblico, 526 di investimenti privati (perlopiù contributi di case farmaceutiche che entro quel perimetro vorranno fare ricerca) e 146 per le tecnologie. La sindaca Chiara Appendino ha dichiarato: «Il Parco farà da traino nei confronti del rilancio di una zona della città che sta vivendo momenti di difficoltà». 

Se ne è parlato in occasione della 30ª edizione di Restructura, il salone della riqualificazione, recupero e ristrutturazione. Sono intervenuti Massimo Giuntoli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino insieme a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte che ha così commentato i lavori in corso: «il Parco della Salute è un progetto epocale per Torino nei prossimi dieci anni, in concomitanza alla Linea 2 della metro. Dobbiamo diventare un punto di riferimento europeo per la ricerca e la cura, nonché il progetto abbia anche una valenza di recupero di un’area fra le più interessanti nella nostra città». L’amministrazione ha aperto al dialogo competitivo poiché è la via più breve per l’assegnazione dell’appalto. A breve verranno indetti i concorsi specifici anche se si tratta di un’opera di interesse collettivo e il committente è pubblico. 

Si sono inoltre riuniti in una tavola rotonda Gianmaria Ajani, rettore dell’Università degli studi di Torino, Stefano Esposito, senatore PD e nuovamente Antonio Saitta, assessore alla Sanità Regione Piemonte che, rispondendo alle domande della platea, ha dichiarato in merito al progetto: «a metà dicembre dovremmo avere il via libera del Governo che, però, vuole conoscere i tempi di realizzazione dell’opera pubblica. Il ricorso al partenariato privato è fondamentale, il mondo industriale deve partecipare attivamente ai fondi».

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