Economia Circolare: un confronto a più voci

Economia Circolare: un confronto a più voci

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Ginevra D’Angelo

La V edizione di «Circonomìa», festival dell’economia circolare e delle energie dei territori, ritorna con un format tutto nuovo e virtuale.

«Circonomìa digitale» prende avvio il 20 maggio e ci accompagnerà fino a metà giugno con incontri online per approfondire e confrontarsi sull’economia del futuro.

Esperienze europee e innovazione italiana

La prima giornata di Circonomìa digitale è divisa in tre panel che hanno affrontato diverse tematiche tutte accomunate dal fil rouge dell’economia circolare.

Il dibatto è introdotto da Stefano Laporta, presidente italiano dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione dell’Ambiente), che sostiene che «questa emergenza rappresenta un fatto terribile, ma rappresenta anche un’occasione per il futuro. […] Indietro non si torna». Secondo il presidente dell’ISPRA una ripartenza basata su modelli pre-covid potrebbe essere vista come la soluzione più semplice e immediata, ma sarebbe un errore. Laporta vede nel Green new deal non un freno alla ripartenza, ma un’opportunità per switchare verso un modello nuovo e diverso.

Dà il suo contributo anche Roberto Morassut, Sottosegretario di Stato per il Ministero dell’Ambiente, parlando della direttiva comunitaria del pacchetto rifiuti per l’economia circolare, attualmente in discussione al Parlamento, e delle prossime iniziative, tra cui un decreto delle semplificazioni, un collegato ambientale e due decreti riguardanti la gomma vulcanizzata e i materiali per l’edilizia.

Cosa accade in Europa

Nel primo panel sono intervenuti Fernando Leite, CEO di Lipor (l’ente responsabile della gestione e del trattamento dei rifiuti solidi urbani) e Josep Maria Tost i Borras direttore dell’Agenzia Catalana dei Rifiuti (Agencia Catalana de Residus) parlando di come hanno vissuto la pandemia, rispettivamente, in Portogallo e in Catalogna e quali misure hanno attuato per la sicurezza dei cittadini e il rispetto dell’ambiente.

Entrambi hanno notato una diminuzione dei rifiuti urbani, dovuta al confinamento e alla mancanza di turismo, e un cospicuo aumento di rifiuti sanitari e riciclabili, quest’ultimi causati da una preferenza da parte dei cittadini per prodotti confezionati.

Inoltre si sono adoperati con azioni comunicative di sensibilizzazione nei confronti del riciclo, anche attraverso i social, una frequenza di raccolta dei rifiuti modulata sulle specifiche esigenze dei cittadini e una maggiore attenzione al recupero e allo smaltimento di materiali sanitari.

www.circonomia.it

La resilienza delle filiere di riciclo ai tempi del covid

Il secondo panel ha dato voce a diverse filiere di riciclo che si dicono positivamente sorprese dalla loro resilienza, tema centrale della discussione. Hanno preso la parola il vicepresidente di CONOU(Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) Riccardo Piunti, il presidente di Ecopneus (Società per il riciclo dei Pneumatici Fuori Uso) Giovanni Corbetta e il direttore di Ricrea (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio) Federico Fusari. Tutti è tre hanno vissuto delle difficoltà dovute al covid, come il problema comune di un calo del valore del prodotto finale rispetto alla raccolta di materiale da riciclo, ma hanno saputo ben fronteggiare la situazione in maniera coesa, dimostrando che più imprese di una stessa filiera possono muoversi come un solo uomo.

A proposito di fronte unito, Giuseppina Carnimeo, responsabile di CIAL, dice che «quando c’è l’ integrazione tra tutti gli attori, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie responsabilità, […] allora si riescono a trovare delle soluzioni. L’integrazione diventa la leva vincente per affrontare la situazione di emergenza».

Hanno dato il loro contributo anche Eliana Farotto per COMIECO e Corrado Dentis per Dentis Recycling Italy, spiegando come il loro settore ha subito, nonostante tutto, un incremento. Queste testimonianze fanno ben sperare per il futuro.

Le imprese italiane e l’innovazione ai tempi del Covid

Il terzo e ultimo panel della giornata si è concentrato sulla tematica dell’innovazione portando ad esempio una serie di aziende italiane che stanno attuando e, sopratutto, attueranno un cambiamento nel modo di pensare e di agire.

La discussione si è orientata in diversi ambiti, dalla sterilizzazione e il riuso di rifiuti infetti ospedalieri di Newster System, alla moda sostenibile, ottimizzata e senza sprechi di Good Sustainable Mood, fino ai servizi di facility management di PFE Sp.

Roberto Della Seta, direttore artistico del festival insieme a Roberto Cavallo, conclude questo primo appuntamento di Circonomìa dicendo che da questa crisi dobbiamo imparare tre lezioni riassumibili nelle parole complessità, resilienza e responsabilità sociale. Complessità, la consapevolezza che i rischi sono tra loro collegati, diffusione del virus e inquinamento.Resilienza, capacità di assorbire un urto senza una rottura, ma con una ripartenza. Responsabilità sociale, in primis Isinnova che ha lasciato libero il brevetto delle sue maschere d’emergenza per fare in modo che tutti gli ospedali ne potessero far uso. Della Seta ritiene che dobbiamo uscire da questa crisi condizionando le strategie di sviluppo e di ripresa verso direzioni innovative e sostenibili, senza rischiare di tornare indietro.

I prossimi appuntamenti saranno online sul sito www.circonomia.it

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