Immuni App, ci siamo quasi…

Immuni App, ci siamo quasi…

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Carlotta Viara

Manca davvero poco all’avvio della tanto attesa Fase 2, volta al contenimento dell’emergenza Covid19, e, in questo conto alla rovescia verso la data del 4 maggio, permangono ancora molti dubbi (sia di natura giuridica sia sugli aspetti meramente pratici) in relazione all’Applicazione “Immuni”.

All’indomani dell’approvazione del Decreto Legge che ne contempla la disciplina ed alle successive delucidazioni fornite da Palazzo Chigi, pare stemperarsi il clima sospettoso, a tratti ostile, che si respirava, al riguardo, nei giorni scorsi: è stato infatti finalmente chiarito che l’installazione della App avverrà solo su base volontaria (senza alcuna limitazione per chi decidesse invece di non avvalersene); che i dati raccolti saranno resi anonimi (o, laddove non percorribile la strada dell’anonimato, si provvederà alla creazione di pseudonimi ad hoc); che le informazioni assunte saranno utilizzate per esclusive finalità di tracciamento degli spostamenti (e/o per i connessi scopi statistico-scientifici); che detto iter di tracciabilità sarà effettuato mediante l’istituzione, a cura del Ministero della Salute, di un’apposita piattaforma nonché con l’adozione delle più idonee garanzie di sicurezza, sotto l’egida dell’Autorità Garante per la Privacy.

Se a ciò si aggiunge che la paventata ipotesi della geolocalizzazione è ormai tramontata (si beneficerà infatti del bluetooth) e che l’applicazione, una volta scaricata, avrà una durata temporanea (con cancellazione, per espresso dettame normativo, entro il 31 dicembre 2020), anche gli animi dei suoi più  feroci detrattori sembrano essersi rasserenati.

Le perplessità tuttavia non mancano. E sono legittime.

In campo legale, seppur sfumati in variegate declinazioni, gli interrogativi che ne emergono sono da ritenersi concettualmente riconducibili al tema (quasi dilemma) del contemperamento tra esigenza di tracciabilità (esigenza che, nel caso specifico, rappresenta il principale strumento per la tutela del diritto alla salute) e rispetto della Privacy (soprattutto quando si tratta di dati sensibili).

L‘argomento non è di certo nuovo, anzi, è decisamente inflazionato, essendo la nostra quotidianità  sempre più implicata nel delicato bilanciamento tra interesse pubblico e tutela della riservatezza.

Quanto agli aspetti pratici … work in progress: molti risvolti attuativi sono ancora allo studio di Bending Spoons S.p.A., la società che, ispirandosi ai modelli Apple e Google, sta progettando Immuni: si prevede infatti che la App sarà disponibile su larga scala, per chi deciderà di fruirne ovviamente a titolo gratuito, non prima di metà/fine maggio e che potrà rivelarsi un prezioso alleato nella lotta contro il Covid19 solo qualora raggiunga, secondo le prime stime, una platea di aderenti non inferiore al 60% dei destinatari.

Nel contempo, al Governo non resta dunque che fare opera di marketing, sfoderando tutte le sue abilità persuasive di convincimento.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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