Il lavoro del futuro secondo Circonomia

Il lavoro del futuro secondo Circonomia

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Ginevra D’Angelo

Circonomìa, il festival dell’economia circolare e delle energie dei territori, continua il suo cammino all’esplorazione del mondo della sostenibilità.

La sesta giornata dell’evento affronta la tematica del lavoro, argomento molto trattato in questi mesi di grande difficoltà non solo sanitaria ma anche socio-economica.

Come evidenzia Roberto Della Seta (direttore artistico dell’evento) nel suo intervento di introduzione alla discussione «si è parlato moltissimo di come questa situazione eccezionale sta cambiando, in molti casi ha già cambiato il formato del lavoro», l’esempio più lampante è lo smart working e di come il rischio della perdita d’impiego si elevatissimo, ma «si è parlato meno di quale lavoro, una volta che saremo usciti da questa situazione, […] dovremo favorire, promuovere».

A questo proposito sono intervenuti Tessa Gelisio, conduttrice televisiva e ambientalista, e Lorenzo Fioramonti, Ex-Ministro dellistruzione, dell’università e della ricerca e fondatore del nuovo partito politico Eco, per esprimere la loro idea di lavoro del futuro.

I due ospiti d’eccezione hanno già affrontato la questione e ce ne parlano tramite le pagine dei loro libri, entrambi pubblicati da Edizioni Ambiente.

100 green jobs

«100 green jobs per trovare lavoro. Guida alle professioni sicure, circolari e sostenibili» è il terzo volume di quella che Tessa Gelisio definisce una trilogia che ha le sue origini nel 2009 da un idea sua e di Marco Gisotti.

La Gelisio dice che dalla pubblicazione del primo libro c’è stato un notevole aumento dei green workers, dai 950 del 2009 si è passati attualmente a 3 milioni di lavoratori verdi.

La sostenibilità è diventata una competenza fortemente richiesta da consumatori e imprese, infatti, più che dalle politiche, è da quest’ultime che arriva la spinta green e di conseguenza la ricerca di figure professionali attinenti alla sostenibilità.

Tessa Gelisio nel suo libro fa uno spaccato dei green jobs più richiesti dal mercato includendo sia attività che avevano già a che fare in senso stretto con l’ambiente, sia lavori che sono stati ripensati in chiave sostenibile.

Il mondo dopo il PIL

Lorenzo Fioramonti, riprendendo il discorso della sua collega di dibattito, sostiene la necessità di figure professionali trasversali, «perché l’ambiente non conosce confini».

Nel suo testo «Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell’era della post-crescita» definisce il nostro modello di crescita come sbagliato e insostenibile, PIL e benessere non procedono in parallelo e considerare, come fanno gli economisti, il prodotto interno lordo il solo indice di progresso è una follia.

«Sommare le cose che compriamo e vendiamo […] senza domandarci per quale motivo e qual’è la qualità di queste cose», non porci il problema della sostenibilità sono gravi errori del nostro modello economico.

Fioramonti ritiene che sia doveroso un ripensamento del sistema economico perché, come ribadisce nel suo intervento, «se sei ossessionato dal PIL […] non riuscirai mai a vedere l’ambiente come una risorsa, ma […] come qualcosa da sfruttare e da distruggere».

Il momento è arrivato

Per apporre un cambiamento alla nostra società i due oratori reputano sia importante educare le persone sulle tematiche ambientali con linguaggi accattivanti per renderle attrattive e non punitive, accezione che ha contraddistinto in passato la sostenibilità.

L’emergenza covid-19 rappresenta un punto di svolta, un’opportunità di trasformare una tragedia in un dei momenti di apprendimento più importanti della storia, «Il mondo cambierà soltanto se riusciremo a convincere» coloro che hanno il coraggio di cambiare idea «che il momento di cambiare è arrivato e non ci sono più possibilità da attendere».

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