Nessuno può mettere il jazz in un angolo

Nessuno può mettere il jazz in un angolo

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Chiara Vay

Moncalieri Jazz Vive! è il motto della 23° edizione del  Moncalieri Jazz Festival 2020 , che ha avuto inizio l’11 novembre in una modalità sicuramente nuova rispetto alle edizioni passate: in diretta dalla chiesa Santa Maria della Scala, un festival tutto in streaming e gratuito

In questo periodo molto delicato e con i tanti decreti che dall’inizio della pandemia hanno portato molte restrizioni anche nell’ambito artistico, il direttore del festival Ugo Viola decide di presentare il festival direttamente nelle case di tutti i cittadini perché il Jazz «nasce come messaggio di libertà e tutti devono potersi avvicinare a questo genere che è improvvisazione».

Questa prima live che riscontro ha avuto rispetto alle precedenti edizioni?

Il riscontro è stato esponenziale poiché grazie a questo sistema si possono raggiungere migliaia di persone. Sicuramente lo spettacolo, o meglio,  la musica dal vivo rimane ovviamente un mondo a sé, per il particolare rapporto che si crea tra chi suona e il pubblico. Il pathos è ovviamente maggiore , si sente il calore del pubblico e il musicista si esprime diversamente rispetto che davanti a una telecamera. Approssimativamente si parla di più di 5000 visualizzazioni ma anche queste possono essere moltiplicate per il numero dei componenti della famiglia, che magari pagando un biglietto si sarebbero ridotte o ridimensionate.

Cosa pensa di questo periodo dove musica e l’arte rischiano di passare in secondo piano, penalizzando forse troppo l’aspetto culturale e quello professionale?

Sicuramente è importante mantenere viva la parte musicale, per far capire che noi esistiamo e che dietro a un concerto ci sono professionalità fatte non solo da musicisti ma da tutti i collaboratori artistici. Fare il musicista è un lavoro, che lo si faccia dal vivo o su un palco virtuale. Pur diverso dalla presenza, lo streaming è andato benissimo ed ha dato ragione al nostro motto, Moncalieri Jazz Vive!

Anime jazz” è il nome del progetto d’apertura del festival che unisce il jazz alla sfera religiosa . Il Sax Baritono di Dario Cecchini ha suonato le sue prime note direttamente dal campanile della chiesa, quasi come a voler rappresentare un richiamo ai cittadini . Continua la performance all’interno della Chiesa con un concerto di “Sax Baritono e Reverbero”.   

Il festival proseguirà fino al 15 novembre sul sito www.moncalierijazz.com. In programma venerdì 13 novembre The Bird, omaggio a Charlie Parker, sabato 14 Carosone 100, dedicato al maestro della canzone napoletana e domenica 15 Amarcord, un tributo ai cento anni di Federico Fellini con un intervento della nipote del regista Francesca Fabbri Fellini e l’esibizione di Ugo Viola alla fisarmonica.

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