Parco della Salute, una grande occasione per il territorio piemontese

Parco della Salute, una grande occasione per il territorio piemontese

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Francesca Grassitelli

Ricerca, innovazione e imprenditorialità. Sono questi i poli attorno ai quali ruota il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione (PSRI) che sorgerà nell’area ex Avio-Oval della città metropolitana di Torino. Non solo un nuovo e grande parco della Salute, ma anche un’opportunità di rigenerazione urbana.
La pandemia ha infatti imposto alle istituzioni di ripensare soluzioni strategiche con cui affrontare le nuove sfide del XXI secolo, in direzione di progetti integrati e multidisciplinari che sfruttino al meglio le diverse potenzialità del territorio: sanità, ricerca, turismo, innovazione tecnologica, impresa, didattica e informazione.

E’ questo il tema del convegno tenutosi martedì 22 febbraio e organizzato dall’Associazione Osservatorio 21. L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di arricchire e stimolare lo sviluppo progettuale del Parco accelerandone al contempo la realizzazione, coinvolgere la comunità scientifica, professionale e sociale ed informare i cittadini sullo stato di avanzamento del progetto.

Moderato dalla senatrice Magda Zanoni e introdotto dal presidente dell’Osservatorio 21 Giuseppe Iorio, il convegno ha riunito attorno ad una tavola virtuale Giorgio Gatti, Ermanno Marocco e Giorgio Donna dell’Associazione, l’esperta di sanità Silviana Appiano, Ezio Ghigo, direttore del Dipartimento di Medicina Generale e Specialistica della Città della Salute di Torino, Tullia Todros, professoressa ordinaria di Ginecologia e Ostetricia, Carlo Alberto Barbieri, presidente dell’Istituto Nazionale Urbanistica Piemonte e Roberta Castellana del gruppo Focus sulle Infrastrutture OAT.
A seguire, sono intervenuti il Rettore dell’Università degli Studi di Torino Stefano Geuna, il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, il presidente del Gruppo Giovani Unione Industriale Alberto Lazzaro e il presidente di Torino Viva Giorgio Diaferia.

Nel documento redatto, emerge l’importanza di intendere il PSRI come il baricentro di un servizio sanitario capillare e diffuso, capace di coniugare la cura ospedaliera a quella territoriale e domiciliare per persone non autosufficienti. Perché ciò avvenga, è importante ripensare le logiche di funzionamento del settore, ad oggi indirizzate più alla conversazione delle vecchie strutture che all’innovazione.
Per questo è fondamentale creare una vera e propria “alleanza di saperi”, come l’ha definita Silvana Appiano, funzionale a fermare l’immobilismo di Torino e tracciare una via per il rilancio della città, creando al contempo nuove opportunità per i giovani talenti.

Crediti Osservatorio 21

Il progetto prevede la realizzazione, in un’area territoriale pari a 313.725 mq, di quattro poli funzionali: il Polo della sanità, il Polo della formazione clinica e della ricerca, il Polo della didattica e il Polo della residenzialità d’ambito, di cui una zona sarà dedicata agli ospiti in permanenza temporanea ed un’altra agli studenti del polo didattico e ad attività economiche e di servizio alle persone e alle imprese.

Un’iniziativa di tale portata apre uno scenario interessante anche per il settore della mobilità, poiché offre la possibilità di ripensare completamente il sistema del trasporto pubblico, dei parcheggi di prossimità e della viabilità stradale. In questo modo, non solo si potrebbe riqualificare il quartiere periferico, ma anche rigenerare più in grande il tessuto urbano della città.

Lo strumento che la Regione ha scelto per la realizzazione del Parco è quello di una cooperazione tra poteri pubblici e soggetti privati: Regione, Comune, Atenei e attori economici e sociali. Per garantire l’efficacia di questo partenariato è fondamentale il ruolo della comunicazione, che dovrà essere progettata a partire dalla realizzazione di un Dipartimento in grado di governare il flusso di dati, elaborarli e redigere atti informativi destinati alla cittadinanza nel suo complesso.

Con queste premesse, i risultati attesi sono in primo luogo un rafforzamento della collaborazione fra le diverse componenti del settore sanitario piemontese e della prevenzione, la costituzione di una struttura adeguata alla sperimentazione e la creazione di posti di lavoro e nuove occasioni di sviluppo economico.

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