23 Maggio 2024
Alessia Laudadio | Nuovo appuntamento di Circonomia, con un tema che è al centro della nostra quotidianità: il cambiamento climatico
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Alessia Ludadio

Nella mattinata di mercoledì 26 maggio si è svolto un nuovo appuntamento di Circonomia, con un tema che è al centro della nostra quotidianità: il cambiamento climatico.

Presentati da Elisabetta Ambrosi – giornalista de Il fatto quotidiano – gli ospiti si sono susseguiti in un dibattito molto interessante su quelle che sono le cause e gli effetti del cambiamento climatico.

L’intervento di Serena Giacomin – meteorologa Mediaset-Il Meteo.it – ci hanno ricordato come questo argomento influisca sui giovani e sul loro futuro e di come essi, tramite le lotte che stanno perseguendo, ci diano la capacità di immaginare un domani migliore.

«Il lockdown ha generato una riduzione in termini di emissioni, ma nel 2021 è già stato annullato ogni segnale positivo causato dalla pandemia» afferma Luca Mercalli – presidente Società Metereologica Italiana – che continua dicendo «Abbiamo ancora la possibilità di non arrivare allo scenario peggiore, ma dobbiamo darci da fare per evitare il peggio. Diciamocelo, i dati che arrivano ci dicono che tutto sta cambiando in modo critico. Bisogna affrontare questo problema».

Gianfranco Torelli – Azienda vitivinicola biologica agricola Torelli – ha invece fatto un intervento molto interessante per quello che riguarda la raccolta dei vini, in particolare del Moscato, e di come il cambiamento climatico l’abbia influenzata: «Quando ero bambino e tornavo da scuola, la vendemmia avveniva il giorno di San Martino, intorno all’11 novembre. Col passare degli anni ho avuto modo di notare come i tempi si accorciassero sempre di più, a tal punto di arrivare a vendemmiare il giorno di Ferragosto. Questo ci fa capire come ogni settore, anche quello agricolo, venga toccato da questo tema».

Ultimo, ma non perché meno importante, intervento è stato quello di Antoine Buéno – saggista e consigliere del Senato francese – il quale ha raccontato dei suoi studi e di come si sia posto due interrogativi: come sarà il clima nel 2070 e come sarà dopo il 2070? «Anche se con una magia smettessimo di emettere, l’effetto tampone porterebbe un aumento delle temperature di oltre un grado e mezzo. Le emissioni non si possono bloccare istantaneamente e il futuro che ci aspetta è drammatico». «Il 15-20% del pianeta avrà un clima sahariano nel 2070, valore che ora è all’1%. Se andiamo avanti in questo modo ci ritroveremo col clima di 56 milioni di anni fa».

I fenomeni che potrebbero aiutare a gestire questa drammatica situazione sono principalmente due – e su di essi si trovano d’accordo sia Mercalli che Buéno: il controllo della natalità, che di questi tempi coincide con il diritto delle donne e la parità di genere, e lo sviluppo di nuove tecnologie.
Il problema del cambiamento climatico, quindi, non svanisce se non se ne parla, ma anzi diventa sempre più potente.

Il prossimo appuntamento di Circonomia si terrà mercoledì 9 giugno, sempre alle 11 in diretta streaming, con un nuovo tema, quello dei “lavori dei futuro.”

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