A Novara CRI inaugura l’ambulatorio medico solidale

A Novara CRI inaugura l’ambulatorio medico solidale

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Gestito dal Comitato locale di Croce Rossa Italiana oggi è destinato all’emergenza ucraina e, domani, a tutti i cittadini in difficoltà

L’obiettivo dell’ambulatorio è quello di offrire assistenza sanitaria di alto livello ai profughi che arrivano sul territorio novarese, costretti a lasciare le zone di conflitto. Le prestazioni verranno offerte gratuitamente, grazie alla disponibilità di un elevato numero di medici, tutti volontari che collaborano con il Comitato di Novara di Croce Rossa e grazie al Corpo delle Infermiere Volontarie C.R.I. dell’Ispettorato di Novara, che metteranno a disposizione la propria professionalità.

L’iniziativa è resa possibile grazie a un contributo di 50.000 € proveniente dal Fondo Emergenza Ucraina costituito presso Fondazione Comunità Novarese onlus che comprende una importante donazione del Gruppo Esso Italiana di cui fa parte SARPOM, azienda presente sul territorio.

Spiega Paolo Pellizzari, presidente di CRI Comitato di Novara: «con l’Ambulatorio Medico Solidale vogliamo andare incontro a tutti i civili costretti ad abbandonare le loro case per fuggire alla guerra. Crediamo che l’ambulatorio possa diventare un punto di riferimento per quel che riguarda l’assistenza sanitaria di alto livello, per tutti i profughi che non hanno necessità tali da recarsi al Pronto Soccorso ma che, comunque, hanno bisogno di prestazioni mediche. Qui troveranno medici e infermiere che potranno aiutarli anche dal punto di vista psicologico».

Numerose le specialità mediche a disposizione: medicina interna, ematologia, geriatria, cardiologia, gastroenterologia, neurologia, chirurgia generale, epatologia, ortopedia, traumatologia. L’accesso all’ambulatorio seguirà un percorso predefinito e coordinato dal Centro di Ascolto del Comitato di Novara che, attivo da anni, gestisce uno sportello per l’assistenza a persone in difficoltà socio-economica.

In questo momento di profonda emergenza l’ambulatorio servirà per offrire assistenza sanitaria a tutte le persone che fuggono dalla guerra ma, terminato il periodo di emergenza, rimarrà a disposizione della città. Le prestazioni potranno sempre aumentare grazie alla disponibilità di nuove professionalità e di nuove apparecchiature.

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