Antropos, produzioni agricole e caro bollette

Antropos, produzioni agricole e caro bollette

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Francesca Grassitelli

Torna una nuova puntata di Antropos – Viversano, la trasmissione diretta dal medico e giornalista Giorgio Diaferia e in onda ogni domenica su Telecupole.
Questo appuntamento, tutto incentrato sul tema della siccità e delle produzioni agricole, assieme al caro bollette che ha messo in ginocchio una serie di medie e piccole imprese, ha visto la partecipazione dell’ingegner Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti Piemonte.

Sono 4 milioni le famiglie in condizioni di povertà energetica messe in crisi dalle bollette di luce e gas. L’aumento delle spese ha un doppio effetto negativo, poichè da un lato riduce il potere di acquisto dei cittadini e dall’altro aumenta i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare.
La Russia è infatti un mercato importantissimo per l’Europa, che nel 2021 ha raggiunto un export di ben 800 milioni di euro, rispetto ai 250 milioni del 2019. Le conseguenze sul mercato interno sono state immediate, cui si aggiunge il rischio di una insufficiente disponibilità dei materiali necessari nel settore agricolo.
Ad essere messe in crisi sono però anche tutte le attività di trasformazione e distribuzione dei prodotti, con gravi ricadute sui consumatori a causa dell’aumento dei prezzi.

Infine il problema della siccità, soprattutto all’inizio della primavera con 1/3 in meno di pioggia e punte nelle regioni del Nord dove le precipitazioni sono addirittura dimezzate. Anzi, alla siccità è subito seguito un periodo di intense grandinate all’inizio di aprile, che hanno colpito svariante province piemontesi e del nord Italia creando ulteriori danni. I bacini delle nostre Alpi sono infatti molto sotto la soglie, e numerosi sono i fiumi e i laghi prosciugati.
Sarebbe dunque importante investire nella creazione di nuovi bacini idrici per la raccolta delle acque piovane, tanto più che i nostri acquedotti disperdono oltre il 40% dell’acqua che trasportano.

Fondamentale è salvaguardare la nostra sovranità alimentare – dunque minore dipendenza dall’estero e maggiore capacità di export -, e così garantire la sicurezza delle produzioni autoctone e ridare agli agricoltori la sostenibilità economica del loro lavoro. Il prerequisito di fondo è tornare a riconoscere ad agricoltori e allevatori il giusto prezzo per il loro prodotti.

La siccità ha anche messo a dura prova i boschi, che negli ultimi anni sono stati soggetti a numerosi incendi. I boschi sono una fondamentale risorsa, che va resa sostenibile e sicura attraverso la pulizia del legno e leggi adatte. Nella collina torinese molti sono i terreni non più coltivati e diventati dei boschi ingestiti, costituendo così un grave pericolo a livello di frane, smontamenti di terreni, accumuli di biomassa secca che si accumula lungo i fiumi formando una vera e propria diga.

A questo proposito, importante è il ruolo di privati ed enti pubblici, che con una serie di politiche rurali e attraverso il corretto sfruttamento delle nostre potenzialità inespresse potrebbero dare una sostanziale svolta alla produzione e alla salvaguardia agricola.

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