Nucleare, soluzione o problema?

Nucleare, soluzione o problema?

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Prof.Bruno Panella Professore Emerito     Dipartimento Energia del Politecnico di Torino Prof. Roberto Bonifetto, professore Associato Politecnico di Torino

L’energia nucleare è una fonte energetica primaria derivante dall’energia dell’atomo, ed è usata per produrre energia elettrica. Esistono due tecnologie in grado di sfruttare l’energia atomica, la fissione nucleare e la fusione nucleare. Attualmente, la  tecnologia usata nelle centrali nucleari è la fissione, mentre la fusione è ancora in fase sperimentale.

L’energia nucleare ha sia aspetti positivi che negativi. In una centrale a fissione nucleare si utilizza come materia prima l’uranio. I nuclei degli atomi di uranio sono bombardati da un fascio di neutroni ad alta energia. Quando un neutrone impatta sul nucleo dell’atomo di uranio, lo spezza in due nuclei più piccoli. Da questa divisione scaturisce anche energia (calore) e altri neutroni che a loro volta possono dividere altri atomi.

Questo processo è noto come reazione a catena nucleare e avviene dentro il reattore nucleare della centrale. Il calore prodotto Oltre a generare energia, il processo di fissione del nucleo emette anche radioattività ad alta intensità. Gli oggetti e i metalli che entrano a contatto diventano anch’essi radioattivi e sono detti scorie nucleari. Sono rifiuti pericolosi perché anche l’uomo potrebbe essere contaminato dalla radioattività, con gravi conseguenze per la salute, perché spezzano il DNA degli esseri viventi fino a condurre alla morte. Le scorie nucleari sono uno degli aspetti negativi dell’energia nucleare.

Al momento la conoscenza scientifica e tecnologica non consente di distruggere le scorie radioattive. Le scorie di una centrale nucleare devono essere trattate e stoccate in sicurezza dentro appositi depositi di superficie o sotterranei, dove restano isolate per lunghi periodi di tempo, finché non decade la radioattività. In alcuni casi il decadimento radioattivo della materia impiega anche migliaia di anni. In questo modo, si evita la contaminazione di altra materia e si limita il pericolo per l’uomo

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Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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