Che caldo che fa….ma non c’è nulla da sorridere

Che caldo che fa….ma non c’è nulla da sorridere

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GD. Dopo l’estate più calda di sempre ci avviamo all’Ottobre più caldo degli ultimi 30 anni, oltre le previsioni stesse, le quali ormai sono quantomeno “imprecise”.

La siccità prosegue e grossi problemi ci sono a livello di agricoltura con fiumi ed invasi semi secchi. Nell’appennino modenese e reggiano si segnalano al massimo 11 mm di pioggia, mentre la media reale del mese nel periodo 1991-2018 viaggia attorno ai 20-50 mm. In Pianura, dove la media reale starebbe tra i 7 e i 30 mm, siamo ad 1 millimetro, cioè non ci sono praticamente state precipitazioni. E tutto fa supporre che proseguirà ancora.

Fare poi previsioni per la stagione invernale, la neve, è un grosso rischio. Si temono inoltre fenomeni estremi, come quello delle Marche in caso di violente piogge concentrate in pochissimi giorni. Già che ne è stato del piano di messa in sicurezza del territorio per prevenire frane, slavine, alluvioni?

L’aria inoltre è piena di particelle inquinanti che minano gravemente la nostra salute. Ed il riscaldamento non è ancora stato acceso! Unica nota positiva, ma tutto poi da verificare , dovremmo risparmiare un po’ di soldi rispetto alla mazzata di impennata dei prezzi, come conseguenza di speculazioni, fatto gravissimo e della guerra tra Russia e Ucraina.

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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