2 Marzo 2024
Gaia Sposari | L’aria in Piemonte continua a peggiorare. Gli stazionamenti per l’analisi di Arpa Piemonte hanno registrato un peggioramento a Torino e in tutta la regione
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Gaia Sposari

L’aria in Piemonte continua a peggiorare in qualità. Gli stazionamenti per l’analisi dell’aria di Arpa Piemonte hanno registrato un peggioramento a Torino e in tutta la regione.

Per esempio, nel caso del capoluogo, per la zona Lingotto sono stati ben 61 i giorni del superamento del PM10 al 27 Ottobre 2022 rispetto ai 32 del 2021, dove il termine “PM10” indica le particelle atmosferiche di natura chimica sospese in aria inferiori o uguali a 10 micrometri.

Restando su Torino, la zona di Rebaudengo ha 64 giorni di superamento rispetto ai 42 del 2021. La zona della stazione Torino Grassi, al 3 ottobre di quest’anno, ne ha rilevati ben 69. Solo una zona del capoluogo non ha superato i valori limiti per la salute umana, Rubino, con solo 29 giorni: per il Ministero dell’Ambiente, il valore limite giornaliero dovrebbe infatti essere di 50 PM10 al metrocubo, da non superare più di 35 volte all’anno.

Secondo Arpa, lo stato dell’aria è stato complicato dalle anomalie climatiche come le scarse precipitazioni e la temperatura quasi sempre oltre la media. Inoltre, un loro studio scientifico pubblicato ad inizio anno ha portato alla luce altre problematiche.

Analizzando la qualità dell’aria della Pianura Padana a confronto con altre zone critiche europee, si è rilevato che la velocità del vento, la pressione atmosferica e l’altezza dello strato rimescolamento (dove tutte le microparticelle “PM10” vengono spostate) nelle stagioni fredde, insieme, sono da 3 a 5 volte meno efficienti nel disperdere gli inquinanti, forzandoli a rimanere di più nella zona del bacino del Po.

Per informare sul problema, Arpa ha deciso di diffondere ai cittadini i propri dati via app disponibile sia su iOS che Android. In essa sono riportati i calcoli giornalieri sullo stato della qualità dell’aria, da 30 giorni prima fino a stime sui due giorni successivi. L’applicazione ha anche una versione web visitabile a questo link.

Seppure i limiti sono stati già superati, Arpa continuerà a informare sull’andamento della qualità dell’aria che, ad ogni modo, è sempre e comunque su un trend di miglioramento rispetto ai primi anni 2000.

Per approfondire ☛ QUI

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