16 Aprile 2024
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Fonte Scienza in Rete I dati a oggi non lo confermano. Comparse sulla terra 450 milioni di anni fa, fondamentali per noi sotto svariati aspetti, le piante legano la salute umana con la salute dell’ambiente nel contesto dell’approccio One Health. Ma spesso sono raccontate attraverso una lente antropomorfica.
A differenza di quanto avviene nella ricerca scientifica e nei testi universitari, dove l’obiettivo è capire i meccanismi, sui media, nel web o nella pubblicità lo spazio dato alle piante e al mondo che ruota attorno a esse mostra due letture dominanti: una è utilitaristica, l’altra passa attraverso una lente antropomorfica, che permette la costruzione di sentimenti e relazioni. In questo contesto si pone un dibattito che vede contrapposti divulgatori e ricercatori con competenze diverse: le piante sono intelligenti? Google indica decine di titoli di libri sull’argomento, che spaziano dalla vita segreta delle piante, alla loro sensibilità, alla loro capacità di avere intenzionalità e memoria, identificando anche una nuova disciplina, la neurobiologia delle piante.

Ma se un’analisi simile è condotta usando un motore di ricerca scientifico, i risultati sono invece molto limitati: lavori sull’intelligenza delle piante pubblicati su riviste scientifiche con un buon valore di impatto sono pochi. Sono, inoltre, per lo più, lavori di riflessione teorica, con pochi dati sperimentali.
Ne scrive Paola Bonfante, a lungo docente di biologia vegetale all’Università di Torino e membro del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica in quanto scienziata italiana highly cited.

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