16 Aprile 2024
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GD

Già nel diciannovesimo secolo il patologo tedesco Rudolph Virchow parlava di una sola salute umana ed animale segnalando l’importanza di tenere presenti le malattie trasmissibili all’uomo da animali le “Zoonosi”, attraverso il meccanismo dello spillover.

Alla base del concetto di un’unica medicina vi è una stretta collaborazione tra medici e veterinari, ma negli anni successivi questo principio venne molto abbandonato sino ai primi anni duemila quando si diffuse un’Influenza denominata “aviaria”,  una malattia degli uccelli causata da un virus dell’influenza di tipo A, che può essere a bassa o ad alta patogenicità. Diffusa in tutto il mondo, l’influenza aviaria è in grado di contagiare pressoché tutte le specie di uccelli, anche se con manifestazioni molto diverse, da quelle più leggere fino alle forme altamente patogeniche e contagiose che generano epidemie acute. Se causata da una forma altamente patogena, la malattia insorge in modo improvviso, seguita da una morte rapida quasi nel 100% dei casi.

La paura di un passaggio del virus aviario all’uomo, ha messo in moto una serie di misure straordinarie di prevenzione in tutto il mondo. Nacquero quindi i legami fra i sistemi sanitari umani e veterinari, per migliorare la preparazione nei confronti dei rischi pandemici e per la sicurezza dell’umanità» (dalla conferenza ministeriale internazionale di New Dehli, 2007). La salute degli esseri umani, degli animali ed anche quella degli ecosistemi è strettamente interconnessa. Nel mondo, su dieci malattie infettive emergenti nelle persone 6 arrivano da animali, sia domestici sia selvatici. Negli ultimi 30 anni oltre 30 nuovi patogeni per l’uomo sono stati identificati, e il 75 per cento hanno avuto origine dagli animali. Il modello One Health si applica a molte problematiche diverse, fra cui:

  • la resistenza agli antibiotici
  • le malattie zoonotiche, come la rabbia e l’antrace
  • le malattie trasmesse da vettori, come la malattia di Lyme, la dengue, chikungunya e la malattia di Chagas
  • le infezioni alimentari (la campilobatteriosi è la più diffusa in Europa) e la sicurezza alimentare.

Dobbiamo potenziare l’applicazione dell’approccio One Health per non assistere più alle scene drammatiche che abbiamo vissuto durante la pandemia da Covid 19 puntando decisamente sulla Prevenzione, parola molto usata ma molto poco coniugata in pratica. Ma servono anche modalità di isolamento dei pazienti potenzialmente contagiosi, nella recente epidemia stagionale da Influenza abbiamo nuovamente assistito a pronto soccorso affollati con pazienti contagiosi barellati per mancanza di posti letto di isolamento.

Inoltre il Covid ha evidenziato la scarsità di locali specializzati e pratici per il controllo delle emergenze su pazienti infetti ed in sede. E’ necessaria una collaborazione operativa e stretta tra governi, agenzie di ricerca, esperti in salute umana, animale e ambientale, infettivologi e medici di famiglia. Questi ultimi attraverso delle associazioni tra medici dovrebbero costituire il primo fronte sanitario lavorando in strutture attrezzate ed in presenza di infermieri e strumenti di diagnosi e cura di prima necessità Occorre modificare l’approccio al paziente nei reparti Ospedalieri e nei Pronto Soccorso, dotando tutto il personale di mascherine protettive da utilizzare sempre mentre la sanificazione ambientale va continuata e potenziata. Servono però anche nuovi Ospedali moderni e ben attrezzati ed un incremento di personale sanitario sia per gli Ospedali che per il territorio.

Una grande emergenza, ne abbiamo già parlato, una vera epidemia già in corso ed in grave aumento nel Mondo è poi l’Antibioticoresistenza su questo e sull’uso improprio di antibiotici, spesso ingiustamente utilizzati anche in autoprescrizione contro le malattie virali ( vedi ad esempio l’Influenza) occorre fare informazione alla popolazione e la classe medica che si occupa del territorio può fare moltissimo. Il Covid-19 ha dimostrato che la capacità di applicare e di rafforzare un modello di condivisione rapido delle informazioni può fare  una grande differenza.

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