20 Giugno 2024
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Per il 2024, stiamo lanciando un nuovo tema d’azione pluriennale: Catalizzare l’azione per il nostro oceano e il clima. Mirata per creare non solo un pianeta blu sano, ma anche una società più giusta, equa e sostenibile. Posted By: Mariarita Caracciolo 22 Views  0 Commentcambiamento climaticogiornata mondiale degli oceanioceanopianeta azzurroworld ocean dayFacebook Twitter LinkedIn WhatsApp Email

La Giornata mondiale degli oceani rappresenta un momento di riflessione sull’importanza dei mari e degli oceani per le nostre vite, sull’impatto che hanno su ognuno di noi e sull’economia di molti Paesi.

Importanza e impatto ribaditi al punto 14 dell’Agenda 2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in cui è evidente la necessità di conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

Nell’ambito dell’iniziativa è nato il “Decennio delle Scienze del Mare 2021 – 2030”, i cui obiettivi sono divulgare conoscenze in ambito marino, promuovere una maggiore sensibilità e fornire soluzioni sostenibili.

Giornata mondiale degli oceani 2024: Catalizzare l’azione per il nostro oceano e il clima

Attualmente affrontiamo una delle più grandi minacce di sempre per il nostro pianeta blu e tutti i suoi abitanti: la crisi climatica. È fin troppo chiaro che abbiamo bisogno di un oceano sano per un clima sano, e viceversa, e abbiamo bisogno di un’azione locale, nazionale e internazionale significativamente più forte da parte sia dei governi che dei leader aziendali. Ora.   

Per il 2024, stiamo lanciando un nuovo tema d’azione pluriennale: Catalizzare l’azione per il nostro oceano e il clima. Facendo crescere il movimento attraverso una collaborazione trasformativa, miriamo a creare non solo un pianeta blu sano, ma anche una società più giusta, equa e sostenibile.

Alcune delle azioni:

  • utilizzare al meglio tutte le soluzioni climatiche esistenti;  
  • accelerare una transizione giusta verso l’energia pulita e rinnovabile;  
  • fermare l’estrazione di combustibili fossili, compresi petrolio, gas e carbone; 
  • eliminare gradualmente ed equamente la produzione esistente, compresa quella della plastica monouso;
  • collaborare e amplificare la voce dei leader locali che stanno lavorando per implementare l’azione all’interno delle loro comunità; 
  • proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali costieri e oceanici (e sulla terraferma) creando aree fortemente protette che coprano almeno il 30% delle nostre terre e delle nostre acque entro il 2030;  
  • continuare a creare più soluzioni a livello locale, nazionale e internazionale basate sulla migliore scienza.

Per più informazioni visitare il sito ufficiale della Giornata Mondiale degli Oceani.

La connessione tra clima e oceano

L’oceano ha un’influenza fondamentale sul clima, infatti l’azione della circolazione oceanica, insieme a quella atmosferica, contribuisce a ridistribuire verso i poli l’eccesso di calore ricevuto nella fascia equatoriale. Riassumendo il calore viene trasportato dall’equatore verso i poli prevalentemente dall’atmosfera ma anche dalle correnti oceaniche, che riscaldano le acque vicino alla superficie e la raffreddano a livelli più profondi. Il ramo più noto di questa circolazione è la Corrente del Golfo, una circolazione wind-driven, che trasporta acque calde dai caraibi verso nord.

Anche guardando al passato possiamo notare l’influenza delle correnti oceaniche sul clima. Per sempio intervalli di grande freddo intenso e di maggiore durata, furono causati dalla circolazione dalle stesse correnti calde dell’Oceano Atlantico. Uno studio pubblicato sul Science da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cardiff dimostra che tali variazioni di circolazioni furono ben più drastiche di quanto ritenuto finora.

“Questi risultati documentano quanto possa essere dinamica e sensibile la circolazione oceanica”, ha sottolineato David Thornalley, coautore dello studio. “Sebbene la circolazione dell’era in cui viviamo è probabilmente molto più stabile di allora, è importante progredire con la nostra conoscenza del sistema climatico e di come risponde al cambiamento climatico in atto”.

Le maggiori minacce per l’oceano previste nel 2024

Cambiamento climatico

L’impatto del cambiamento climatico é previsto con aumento di eventi meteorologici estremi come ondate di caldo, inondazioni, siccità e incendi. Questi eventi comportano rischi immediati per le comunità e hanno conseguenze di vasta portata per gli ecosistemi. Il proiettato aumento del livello del mare aggiunge un ulteriore livello alla sfida, con le comunità costiere che si trovano ad affrontare potenziali sfollamenti. E’ necessaria un’azione immediata concentrandosi sulla transizione a fonti di energia rinnovabile.

Acidificazione

Una conseguenza del cambiamento climatico, nonché una delle tante ragioni per cui le specie stanno scomparendo negli oceani, é l’acidificazione causata dalla troppa anidride carbonica (CO2) in atmosfera, che viene di consequenza assorbita dalla superficie oceanica. Un’acidità elevata nell’oceano porta gli ioni carbonio (CO3²–) a non essere più disponibili. Così tutti quegli organismi che hanno bisogno di tali ioni per costruire il loro scheletro di carbonato di calcio (es. ostriche, cozze, ricci di mare, granchi, aragoste, coralli) non ne hanno più a disposizione e non potendo più mantenere il loro scheletro si dissolvono. Dagli anni Ottanta, il 95% della superficie oceanica è diventata più acidica.

Continuando a collaborare insieme , ancora più strettamente di prima, possiamo risolvere i grandi problemi ambientali che affliggono il nostro pianeta blu.
Consulate il sito http://www.worldoceansday.org/ per aggiornamenti e informazioni circa gli eventi previsti per l’8 giugno 2024.

References:

https://www.science.org/doi/abs/10.1126/science.1196812https://www.meteonetwork.it/sites/default/files/Circolazione_oceanica.pdf

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