La terra che calpestiamo

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In questo romanzo, all’inizio del XX secolo, la Spagna è stata annessa al più grande impero che l’Europa abbia mai conosciuto. Ristabilita la pace, le élite militari scelgono un paesino dell’Estremadura come ricompensa per i comandanti a capo dell’occupazione. Eva Holman, moglie di un alto colonnello, vive il pensionamento del marito in uno stato di serenità idilliaca, finché non riceve la visita inaspettata di un uomo che comincerà a occupare la sua proprietà e finirà per invaderle la vita intera. La terra che calpestiamo parla del nostro modo di rapportarci con la terra, con il luogo in cui nasciamo ma anche con il pianeta che ci sostiene. Forme che vanno dall’atroce affarismo esercitato dal potere, fino all’emozione di un uomo che cura i suoi ortaggi all’ombra di una quercia. E tra questi due estremi, la lotta di una donna che cerca il senso autentico della sua vita, da cui è stata la sua stessa educazione a sviarla. Una lettura emozionante, un libro capace di cambiarci. 

 

Jesus Carrasco è nato a Badajoz, in Estremadura, nel 1972 e nel 2005 si è trasferito a Siviglia dove risiede attualmente. Dal 1996 lavora come copywriter pubblicitario, attività che concilia con la scrittura. Intemperie, il suo primo romanzo, è stato la rivelazione dell’editoria spagnola nel 2013. E’ stato venduto in 14 paesi.

 

 

Qualcosa di conradiano pervade una prosa immersa con rigore nei dettagli del contesto, e capace di tradurre gli stati d’animo dei protagonisti nei paesaggi e in azioni anche minute. Un debutto originale e promettente. | la Repubblica

Un romanzo teso fino all’ultimo, in cui tutto è essenziale, grazie a una visione nitida. Essenziale la parola, scolpita, come in poesia, nei silenzi. Essenziali i personaggi. Essenziale il paesaggio. Lo definirei il romanzo del figlio impossibile di Cormac McCarthy e Flannery O’Connor | Alessandro D’Avenia, La Stampa 

Ha la forma e il cuore della storia perfetta. La trama si confonde con la natura inclemente come accade nei romanzi di Corman Mccarthy, Safran Foer, Arundaty Roy | Il Tempo

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