Case della Salute e Ospedali di Comunità: forti disomogeneità nella mappatura sul territorio e sulla normativa nazionale

Case della Salute e Ospedali di Comunità: forti disomogeneità nella mappatura sul territorio e sulla normativa nazionale

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Fonte SOS Sanità

Il Dipartimento Affari Sociali del Servizio Studi della Camera dei Deputati ha inviato alla Conferenza delle Regioni, nel dicembre del 2020, una richiesta di informazioni relativa ai presidi delle cure intermedie (Case della Salute/Casa di comunità e Ospedale di comunità- OdC) attivi nei diversi sistemi sanitari regionali (per la definizione di case della salute ed ospedali di comunità cfr.infra).

Tali strutture, infatti, hanno un ruolo centrale nella Missione Salute (n. 6) del PNRR (qui il link al dossier del Servizio studi) all’esame del Parlamento. Sulla base di tale richiesta, nell’ambito della Commissione Salute – Area Assistenza Territoriale, la Regione Emilia-Romagna, in qualità di coordinatrice dell’Area, ha richiesto alle Regioni e alle Province autonome (di seguito indicate PA) di trasmettere l’elenco delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità presenti nei rispettivi territori. Successivamente, sulla base della documentazione pervenuta, la Segreteria tecnica Area “Assistenza territoriale” ha elaborato la “Relazione sullo sviluppo delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità nelle regioni italiane (anno 2020)” (in allegato al presente dossier), inviata nel febbraio 2021.

La Relazione contiene:

—> una tabella descrittiva del numero di Case della Salute e di Ospedali di Comunità attivi nell’anno 2020;

—> un elenco, per singola Regione/PA, delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità attivi, con rispettivo Comune e indirizzo.

Nella Relazione si chiarisce che la rilevazione effettuata “non può essere utilizzata per alcuna valutazione rispetto al livello di sviluppo dell’assistenza territoriale nelle Regioni/PA. L’ampia disomogeneità nel numero di Case della Salute e di Ospedali di Comunità attivi nell’anno 2020, documenta la necessità di un approfondito confronto tra le Regioni/PA, fermo restando come, sulla base della documentazione raccolta, appare evidente come sia in corso un profuso impegno nelle singole Regioni/PA finalizzato al rafforzamento dell’assistenza territoriale, attraverso specifici atti di programmazione”.

Nella relazione si chiarisce anche che, mentre la declinazione operativa degli Ospedali di Comunità si basa sui contenuti dell’Intesa Stato-Regioni n. 17 del 20 febbraio 2020, la declinazione operativa di Casa della Salute, in assenza di una impostazione condivisa a livello nazionale, è stata intesa come una struttura sanitaria territoriale in cui è prevista l’integrazione tra medici di medicina generale/pediatri di libera scelta ed i servizi sanitari delle Aziende Unità Sanitarie Locali (es. Case della Salute, UCCP 1, PTA 2).

Pertanto, dall’analisi, conclude la Relazione, emergono diversi potenziali ambiti di approfondimento a livello interregionale: in primis le strutture e i servizi della cosiddetta “rete delle cure intermedie”, partendo dal ruolo dei posti in RSA dedicati alla post-dimissione ospedaliera”.

Con la finalità di fornire strumenti utili per una analisi puntuale, al documento trasmessoci dalla Segreteria tecnica Area “Assistenza territoriale” si premette:

  • una breve sintesi delle norme nazionali istitutive dei presidi territoriali citati;
  • la normativa regionale in materia, elaborata sulla base degli atti di programmazione e delle note inviati da ogni Regione e Provincia autonoma alla Regione Emilia-Romagna.

LEGGI IL DOSSIER della Camera dei Deputati: “Case della salute ed Ospedali di comunità: i presidi delle cure intermedie. Mappatura sul territorio e normativa nazionale e regionale”

1 Unità complesse di cure primarie

2 Presidi territoriali di assistenza

Fonte: http://documenti.camera.it/leg18/dossier/testi/AS0207.htm?_1617703720305

Inserito da:

Giorgio Diaferia

Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E' docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E' medico di medicina generale e giornalista pubblicista.

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