Mario Draghi, in parole sue

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Tornano i libri sull’uomo che ha salvato l’Europa

Ilenia Gelo

Quando, nel 2013, la Bloomberg News lo manda a Francoforte per occuparsi della BCE, Alessandro Speciale parla poco il tedesco, ma, soprattutto, sa poco di banche. Ciononostante, dopo cinque anni in giro per l’Europa, lui e la collega Jana Randow arrivano a una conclusione comune: «Sappiamo un sacco di cose su Draghi, la persona a cui il mondo è interessato. Perché non proviamo a scrivere un libro?».

Così, nel 2019, nell’esatto momento in cui l’ex presidente della BCA raggiunge il Quirinale, invitato da Mattarella, Mario Draghi. L’artefice. La vera storia dell’uomo che ha salvato l’euro fa capolino nelle edicole delle città, edito da Rizzoli in copertina flessibile. Senza che Alessandro e Jana potessero in qualche modo aspettarselo, il loro libro aveva appena trasformato la «noiosa biografia di un banchiere centrale in un piccolo bestseller».

«Una cosa che non ci saremmo mai aspettati neanche nei nostri sogni più ottimistici», ha raccontato Alessandro Speciale presentando il libro alla Libreria Eli. Dato il successo del primo libro, Rizzoli avvia la collaborazione per il secondo: Whatever It Takes. Mario Draghi in parole sue. Dal racconto della biografia al racconto delle idee.

Il lavoro prende vita, ma non senza difficoltà: «Volevamo possedesse uno sviluppo logico e dovevamo ridurre discorsi complessi ad una, due pagine». Due i criteri adottati dagli autori nella scelta dei contenuti: fatti interessanti e punti di svolta nella carriera del presidente del Consiglio. Pubblicato a luglio 2021, Whatever It Takes, che nasce dal bisogno di sapere di più, mettendo insieme interviste, dialoghi, aneddoti ed eventi significativi, risponde proprio a questa necessità.

Ci dice di più

Ci dice di più sul Draghi economista, sul Draghi capo del Governo, sul Draghi banchiere. Sul Draghi rimasto orfano all’età di 15 anni e costretto a vivere esperienze diverse da quelle dei suoi coetanei. Ci dice di più sul Draghi uomo. Nessun supereroe e nessuna capacità sovrannaturale. Semplicemente un uomo che ha dimostrato di essere abbastanza bravo in quello che fa.

«Credo sia importante ribadire che si tratta di un essere umano» spiega Speciale durante un incontro alla Biblioteca Archimede, lasciando poi emergere un ricordo che lo riporta a Dublino. «Ero con una ventina di studenti ai primi anni di università. Il Presidente Draghi, su una sedia, rispondeva alle domande preparate. […] Molti politici tengono a dire molte cose un po’ per abitudine. Una delle cose che secondo me lui non dice per abitudine è di porre attenzione ai giovani

Il presidente e i giovani

In svariati momenti, in più occasioni, il Premier ha mostrato evidente preoccupazione per il divario generazionale. «Dopo anni in cui l’Italia si è spesso dimenticata delle sue ragazze e dei suoi ragazzi», annuncia, nemmeno un mese fa, in un intervento all’Istituto tecnico superiore Cuccovillo di Bari, «sappiate che le vostre aspirazioni, le vostre attese, oggi sono al centro dell’azione del Governo». Questa particolare empatia non sfugge alla penna di Alessandro e Jena, che, all’interno di Whatever It Takes, ci restituisce il discorso di Draghi alla Cattolica del sacro Cuore di Milano; l’ultimo discorso in veste di Presidente della BCE. Un suggerimento. Il consiglio di chi già ci è passato per primo. Il Premier invita i giovani alla conoscenza, all’umiltà, al coraggio: alle capacità che un leader deve avere.

Perché, per cambiare il Paese occorre passione, determinazione e un pizzico di incoscienza. Perché, se «a voi ai giovani spetta il compito di trasformare l’Italia, il nostro compito è mettervi nelle condizioni di farlo al meglio». Whatever it takes.

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