2 Marzo 2024
Gaia Sposari | Tre spettacoli tutti l femminile in scena il 25, 26 e 27 novembre sul palco del Lo Scatolino di Torino e del Teatro Dravelli di Moncalieri
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Gaia Sposari

Se qualcuno vi chiedesse di immaginare, in percentuale, quante donne lavorano nel mondo del teatro in Italia, che numero direste? Forse, tutti, saremmo tentati di azzardare un 50%. Dopotutto, esiste lo stereotipo della donna naturalmente più incline dell’uomo alle arti e all’umanistica. Invece la percentuale è molto più bassa, supera di poco il 32%. E il numero comprende attrici, drammaturghe, registe e curatrici.

Il dato, per molti aspetti scoraggiante, arriva da una ricerca condotta da Amleta, associazione nata per «contrastare la disparità e la violenza di genere nel mondo dello spettacolo». (Puoi leggere la ricerca a QUESTO LINK). I dati fotografano lo stato dell’arte tra il 2017 e il 2021 nei principali teatri italiani per presenze di pubblico e per finanziamenti ricevuti. In questo campione – comunque rappresentativo – il 21,6% delle donne sono registe, il 20,7% sono drammaturghe, il 31,8% curatrici di adattamento e il 35,7% attrici. A oggi in Italia non abbiamo una donna direttrice di un Teatro Nazionale.

Non mancano rassegne a cartelloni che da nord a sud provano a invertire la tendenza, dando sempre più spazio alla componete femminile. Ma, ironia della sorte, la maggior parte degli eventi non sono organizzati e né tanto meno diretti da donne.

Il teatro non è solo Medea

Tra quelli che, invece, sembrano avercela fatta a centrare l’obiettivo c’è “Non solo Medea” una rassegna tutta torinese, da quest’anno con un’appendice in quel di Moncalieri.

Concepita dalle menti di Elisa Albicenti e Sara Alessandra Sottile, fondatrici e direttrici dello spazio teatrale Lo Scatolino, è nata con l’obiettivo di evidenziare le donne che lavorano nell’ambito teatrale. Grazie ad un bando sono stati selezionati tre spettacoli ideati pensati e portai in scena da donne: «Me, Medea» di Violetta Latte; «Di bocca in bocca» di Brixhilda Shqalsi e Lavinia Rosso e «FrullatoFegatoeFiori» di Coste di Sedano. Saranno in scena il 25, 26 e 27 novembre sul palco del Lo Scatolino di Torino e del Teatro Dravelli di Moncalieri. (Trovi il programma QUI)

“Non solo Medea” è stato finanziato al 50% dalla Fondazione CRT con il bando +Risorse. Il bando è rivolto allo sviluppo di progetti culturali tramite il metodo del crowdfunding sulla piattaforma Eppela, che grazie a donazioni private ha permesso di raccogliere l’altra metà dei fondi.

Rappresentare per cambiare

La rappresentazione è importante, soprattutto se sono le minoranze a rappresentare se stesse. Le donne sono state storicamente escluse dall’ambito teatrale, fin dall’Antica Grecia, dove non potevano né recitare né fare parte del pubblico. Nel Medioevo poche scrivevano e recitavano, e se sì era clandestinamente. Nel Rinascimento, poi, i personaggi femminili erano comunque rinchiusi in una dimensione mono-tematica: se non erano vergini, madri, amanti erano seduttrici, civettuole, furbe. Cercando di andare contro lo stereotipo se ne era così creato un altro, perpetrato anche oggi.

Avere più donne sia “sul” che “dietro” il palco potrà garantire una rappresentazione del genere femminile più profonda e tri-dimensionale. Iniziative come “Non solo Medea” sono sicuramente un importante punto di partenza.

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