Gli architetti e la città, il valore della collaborazione

Gli architetti e la città, il valore della collaborazione

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Simone Panero | In occasione della 30ª edizione di Restructura, salone della riqualificazione, recupero e ristrutturazione, amministrazione cittadina e architetti di Torino si sono riuniti per sperimentare nuove forme di collaborazione, per provare a incidere sulla città e sui processi di trasformazione urbana. Si è ragionato anche in termini di sicurezza e manutenzione degli edifici, di semplificazione burocratica, di decoro urbano e riuso di fabbricati. Tre i macro-temi affrontati durante la tavola rotonda con Massimo Giuntoli, presidente dell’Ordine Architetti e Guido Montanari, vicesindaco di Torino: l’adozione del Libretto del Fabbricato, del Piano Regolatore, della semplificazione delle procedure edilizie.

Si sta lavorando nell’ottica di ottimizzazione e semplificazione con un piano nazionale per la certificazione edilizia e Torino sta diventando un punto di riferimento: «Occorre stare al passo con le innovazioni” – afferma il vicesindaco Montanarii professionisti e i tecnici devono collaborare per garantire progettualità e manodopera. Siamo in leggera ripresa economica soprattutto nel campo edile. Abbiamo 1,5 km² quadrati in progettazione su 4 di area in degrado e abbandonata a se stessa. Permangono idee chiare ed entro il 2018 saranno assegnati tutti i bandi a disposizione. Anche per quanto riguarda l’ambiente e l’ecologia, favoriamo lo sviluppo di energie rinnovabili e l’incremento di aree verdi e orti urbani». Per quanto riguarda il Piano Regolatore, l’amministrazione deve far fronte ad una spesa ingente per il Parco Città della Salute (oltre 900 milioni), Cassa Deposito e Prestiti (200 milioni), la manutenzione degli edifici (26 milioni), il Politecnico di Torino (20 milioni), il bando delle periferie (18 milioni), l’Agenzia del Demanio e le forze armate (10 milioni) e altri costi non indifferenti ad esempio per la Fondazione 20 marzo e per iniziative culturali e benefiche.

Discorso a parte per il Libretto del Fabbricato. È è un progetto in atto che però presenta non poche complicazioni e cavilli burocratici. Con l’esperto Alberto Milanesio, uno dei promotori, si sono affrontate le tematiche sull’idoneità sismica, la manutenzione e la qualità dei nostri edifici. Si tratta di un documento dinamico che può essere modificato nel corso degli anni, il quale deve tener conto degli sviluppi delle nuove tecnologie. L’Ordine degli Architetti e l’amministrazione hanno invece supportato a pieni voti l’altra proposta sull’incentivazione fiscale al riuso di edifici non utilizzati. Ciò implica una sperimentazione attiva sui nuovi fabbricati ma anche un processo di riqualificazione dei cortili interni e delle facciate laterali, progetti di co-housing e revisioni specifiche. Spesso le assemblee condominiali diventano teatro di conflitto e l’introduzione di un professionista può garantire una semplificazione per i privati.

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