TheFabLab, la factory dell’innovazione

TheFabLab, la factory dell’innovazione

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Una factory 4.0 pronta ad accogliere più di trecento innovatori. È questo il nuovo Talent Garden Fondazione Agnelli, il campus dell’innovazione torinese che ha aperto le sue porte a TheFabLab, il laboratorio di fabbricazione digitale e centro di ricerca di sviluppo sugli smart objects.

In Talent Garden Fondazione Agnelli nasce così una piccola fabbrica dotata di macchine professionali, robot industriali, stampanti 3D a resina e laser cutter di grandi dimensioni. Qui, con il supporto di personale specializzato professionisti, startup e aziende avranno la possibilità di progettare, creare prototipi e realizzarli materialmente.

Il laboratorio della factory sarà anche un centro di ricerca, sviluppo e produzione di progetti legati all’Internet of Things: sensori e attuatori integrati in moto, automobili, arredamento ed elettrodomestici.

«L’innovazione in Italia deve passare attraverso il digitale ma deve iniziare a contaminare l’asset più importante per l’economia del nostro Paese: la manifattura» ha detto il cofondatore e presidente di TheFabLab Massimo Temporelli. «Talent Garden è il partner ideale per raggiungere questo obiettivo e Torino, culla del manifatturiero italiano e pioniera dell’innovazione del settore, non poteva che essere la prima scelta per iniziare una nuova fase di esportazione del nostro modello di open innovation»

Attivo da cinque anni a Milano, con l’inaugurazione negli spazi di Talent Garden Fondazione Agnelli, TheFabLab esporta anche a Torino il suo modello di open innovation. Obiettivo, sviluppare una vera e propria piattaforma per l’innovazione dell’industria manifatturiera italiana.

Un settore, quello dell’industria 4.0, che unisce l’adozione di tecnologie digitali a tecnologie più operative, cambiando i tradizionali processi di lavorazione di oggetti e prodotti. Un mercato che nel 2016 ha raggiunto in Italia il valore di 1,7 miliardi di euro e una crescita della domanda nel 2017 che si stima aver raggiunto un incremento del 30%, con ricadute importanti anche sul fronte dell’export.

 

 

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