Giovani germogli a Koussanar

Giovani germogli a Koussanar

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JB | “Naforè” in lingua peule, uno dei tre idiomi parlati in Senegal, indica il concetto di crescita collettiva e di condivisione. È il nome scelto per un progetto di cooperazione internazionale che dal 2017 vede la collaborazione di Bruino e Rivalta a fianco di Koussanar, comunità senegalese di trentamila abitanti del dipartimento di Tambacounda, a 400 km dalla capitale Dakar.

Due gli ambiti di intervento: la gestione dell’acqua e delle risorse idriche attraverso la costruzione di infrastrutture e lo sviluppo degli orti urbani.

Proprio gli orti urbani sono il cuore del progetto, che punta a incrementare e rendere più redditizia quella che già è una pratica piuttosto diffusa nella regione.

I ragazzi e le ragazze di Koussanar impareranno a fare dell’orticoltura urbana non solo un mezzo di sostentamento ma una fonte di reddito, migliorando la produzione in modo da poter commerciare e scambiare i prodotti. Nella fase di avvio dell’attività saranno affiancati dalle donne di Koussanar che per tradizione già si occupano degli orti. Insieme a un sostegno economico, utile per acquistare attrezzature, riceveranno da operatori senegalesi e italiani una formazione tecnica e pratica, in modo da migliorare la resa produttiva degli appezzamenti.

“Giovani germogli a Koussanar” prevede anche un supporto alla radio popolare della comunità, anima e voce di un centinaio di villaggi sparsi nel cuore del Senegal. Negli anni scorsi il CoCoPa (Coordinamento dei Comuni per la Pace) ha fornito a Koussanar apparecchi portatili e le attrezzature tecniche necessarie per permettere le trasmissioni. Adesso, oltre a mantenere i contatti tra i villaggiu e a far circolare informazioni e notizie, la radio sarà utilizzata per promuovere il progetto e sensibilizzare i giovani alla partecipazione.

Terminate queste fasi di avvio, il passo successivo sarà creare un rapporto diretto con i giovani coetanei di Rivalta e di Bruino. Scopo, incoraggiare la reciproca conoscenza -anche a distanza- e mettere in campo uno scambio di esperienze con i ragazzi italiani che vorranno cimentarsi con la creazione di orti urbani nei loro comuni.

Inserito da:

JB

Journalist and videoreporter | https://about.me/jacopobianchi

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