Frida Kahlo e Diego Rivera: una travolgente ossessione

Frida Kahlo e Diego Rivera: una travolgente ossessione

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Carmela Pontassuglia

Due donne fragili, due personalità forti, due Frida Khalo, sedute su una panchina e legate da un’eterna e ossessiva storia d’amore.

A destra, Frida indossa gli abiti tradizionali del folklore messicano e stringe in una mano una fotografia che ritrae un bambino. È Diego Rivera, il suo unico grande amore, l’incidente più travolgente e pericoloso che ha segnato la vita della giovane donna.

Diego, illustre pittore messicano, specializzato in murales, è un uomo carismatico, eccentrico, uno spirito libero, desideroso e affamato di amore. Grande seduttore, costantemente alla ricerca di rapporti senza vincoli e senza freni sessuali, si lascia guidare esclusivamente dall’istinto e dalla passione. Conosce la giovanissima Frida, dopo uno dei tanti periodi maledetti della sua vita.

Una tragedia

È il 1925, Frida frequenta la prestigiosa Scuola Preparatoria Nazionale, è in compagnia del suo fidanzatino, salgono su un autobus per tornare a casa e all’improvviso lo schianto.

Un tram si scontra violentemente con il loro bus. Tanti i morti, i feriti e la giovane 18enne è tra i gravi. Schiena fratturata, gamba destra rotta e bacino traforato da una trave metallica.

Giace lì sull’asfalto, in un letto di sangue. Le speranze di sopravvivenza sono poche, ma lei si salva.  Il terribile incidente stradale la costringe a restare immobile nel letto per molti mesi. Si rifugia nell’arte, nella pittura, unica via di fuga da quella condizione insopportabile e forzata.

Chiede alla madre di fissare sul baldacchino del suo letto uno specchio per ritrarre se stessa e il suo mondo. Dipingere diventa un bisogno assoluto, un’ossessione, l’unica àncora di sopravvivenza. Significa liberarsi dalle angosce e dal dolore per trasferirlo sulla tela. Solo così si sente viva e leggera.

Caparbia e determinata, riprende a camminare e decide di mostrare le sue opere al maestro Diego Rivera, al quale chiede un consulto tecnico ed esperto circa il suo talento.

Non incontro formale, ma colpo di fulmine

Lei 22 anni, bellissima, elegante, sicura di sé, dalla corporatura esile. Lui 45 anni, massiccio, imponente e storpio, ma affascinante. Diego apprezza lo stile di Frida, le loro anime si accendono e tra i due scoppia un amore folle e incondizionato.

Un matrimonio fatto di tradimenti, delusioni e aborti che tingeranno di rosso i dipinti della giovane donna, oramai rapita e ossessionata da quell’uomo che domina i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi giorni. Lo ritrarrà al centro della sua fronte, con il volto rigato di lacrime; nudo mentre lo tiene in grembo.

“Dire “in tutto” è stupido e magnifico.

Diego nelle mie urine

Diego nella mia bocca

nel mio cuore – nella mia follia – nel mio sogno

nella carta assorbente – nella punta della penna

nelle matite – nei paesaggi – nel cibo – nel metallo

nell’immaginazione.

Nelle malattie – nelle rotture – nei suoi pretesti

nei suoi occhi – nella sua bocca

nelle sue menzogne”.

Diego, la sua vera malattia, la sua infinita ossessione

Frida lo adora e vivrà per sempre nella speranza di possederlo completamente, nonostante sia consapevole del contrario:

“Perché lo chiamo il mio Diego? Mai fu né mai sarà mio. Appartiene a se stesso”.

Il marito va matto per il lato maschile della donna, infatti non le fa depilare quei baffi sexy e singolari. Nell’opera in questione, questo particolare è evidente sul volto della Frida innamorata e completamente assente in quello della Frida seduta a sinistra.

Lei, la donna abbandonata da Diego, si ritrae con un aspetto europeizzato e indosso un vestito bianco di pizzo, mentre in una mano stringe un paio di forbici chirurgiche. Nei suoi occhi si leggono rabbia, amarezza e delusione, sentimenti che la spingeranno a intraprendere un lungo viaggio in Europa, dove, durante la permanenza a Parigi conosce gli esponenti del surrealismo. Lì, ha avuto l’opportunità di affermare le sue doti artistiche e diventa la prima donna latino americana ad avere un dipinto acquistato dal Louvre.

“La sua arte è come un fiocco legato ad una bomba. I suoi dipinti sono energia pura, esplosione di vitalità.” – André Breton

Il fatale accadimento

Diego tradisce Frida con sua sorella Cristina, bionda, dal corpo formoso e statuario e disinteressata a ogni forma di arte. Frida ne è devasta, beve in modo incontrollato, si taglia i lunghi capelli tanto amati dal marito e inizia ad avere innumerevoli rapporti sessuali con uomini e donne. Come una pugnalata alle spalle, si sente ferita dalla sorella che aveva deciso di accogliere nella sua dimora e aiutare economicamente, proponendole anche di posare per Diego.

Lascia il marito e vive sola

L’idea di questo straordinario dipinto, Le due Frida, nasce nel 1939, durante il soggiorno a Parigi in un momento di profondo dolore ed estrema solitudine a causa del divorzio con il marito.

Un autoritratto che esprime la bipolarità dell’artista messicana, i sentimenti contrastanti che sconvolgono il suo essere e, più di ogni altro dipinto, descrive la tormentata storia d’amore con Diego Rivera.

Mette in scena tutte le sfumature delle emozioni legate alla femminilità, raccontando come quella drammatica esperienza le ha insegnato a proteggersi e rialzarsi da sola, ricominciando e ripartendo esclusivamente da se stessa.

Le protagoniste si tengono per mano e i loro muscoli cardiaci pulsano senza sosta a ritmi differenti.

Una lunga vena, simile a una flebo, parte dalla foto del giovanotto tanto amato, attraversa il cuore integro della Frida serena e innamorata, si ricollega al cuore afflitto dalla separazione e lacerato dal dolore che affiora prepotentemente nel corpetto di pizzo bianco strappato.

Il suo percorso termina sulla gonna della Frida addolorata, perché spezzata da quella forbice, lasciando cadere la linfa vitale sul pavimento.

Frida ha perso tutto il sangue da donare a chi l’ha ferita e non sente più di poter essere una buona moglie. Il suo sguardo è perso, soffre in silenzio e l’unica persona che può consolarla è l’altra Frida che conserva ancora il ricordo del marito.

Dietro di loro incombe un cielo grigio e nuvoloso, che rispecchia lo stato d’animo cupo della donna.

Ma, neanche tutto questo dolore è capace di interrompere l’amore tra l’elefante e la colomba.

I due ossessionati l’uno dall’altra, si riconciliano e si risposano e dal 1940 fino all’ultimo respiro di Frida, vivono una vita apparentemente felice.

Un amore tossico diventato eterno.

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