Le RSA e la loro trasformazione

Le RSA e la loro trasformazione

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Francesca Grassitelli

Una nuova puntata di Antropos Viversano, tutta dedicata alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), è andata in onda domenica 20 febbraio. Il conduttore Giorgio Diaferia ne ha parlato insieme agli ospiti Claudio Zignin, chinesiologo e docente presso il SUISM di Torino, Antonio Cotroneo, specialista in geriatria e Francesco Coppolella, segretario regionale del NurSind Piemonte.

In quello che è il paese più anziano di Europa, la disponibilità di posti letto nelle case di riposo e nelle RSA non sembra essere in linea con le necessità della popolazione. L’Italia ha infatti il 7% della sua popolazione sopra gli 80 anni, ma ha a disposizione solamente 18,6 posti letto ogni 1000 anziani. Divise tra RSA private e comunali, offrono assistenza sanitaria e socio-sanitaria a chi ne ha bisogno.

Dedicate alla permanenza per anziani autosufficienti e non, le RSA si configurano come un luogo aperto, dove gli ospiti qui ricoverati possono incontrare e interagire tra loro e con i giovani, fattore di importante miglioramento per la qualità della loro vita.  Anzi, sarebbe più corretto considerare le RSA come delle case di transizione, dove è possibile trovare ristoro e produrre un miglioramento delle condizioni psicofisiche dei ricoverati, elementi però da affiancare all’assistenza domiciliare.

L’accesso avviene tramite graduatoria, che tiene conto delle diverse condizioni di vita del potenziale ospite, come la mancanza di qualcuno che possa prendersene cura. Queste condizioni, in seguito ad una domanda di accesso presentata dai familiari, vengono valutate dall’Unità di Valutazione Geriatrica, ossia una commissione che sia l’aspetto sociale che quello sanitario del soggetto richiedente.
Molto spesso viene concesso il cosiddetto “ricovero di sollievo”, che prevede una permanenza di un mese, molto spesso nel periodo estivo.

Un elemento importante del percorso di ristoro e assistenza è ad esempio l’esercizio fisico, in modo tale da mantenere elevate le funzioni motorie. Mantenere l’autonomia, le capacità reattive e l’equilibrio è sicuramente il farmaco migliore per la salute, senza dimenticare che la stimolazione motoria serve anche ad alimentare le capacità cognitive della persona. Per questo è importante valorizzare il contatto con l’esterno e con la natura, evitando che le RSA diventino un luogo chiuso ed alienante.

A questo riguardo, un tema su cui il professor Zignin si è a lungo battuto è la possibilità di condurre attività motoria a domicilio, così da consentire alle persone fragili di dedicarsi al movimento in maniera autonoma. Si tratta di un approccio trasversale alla persona, che si discosta dalla pratica fisioterapica ed ha anzi un forte valore sociale, garantendo così alla persona quegli stimoli necessari al miglioramento della qualità della vita. Per di più, il movimento unito ad un obiettivo di inclusione sociale avrebbe la capacità di ridurre l’uso dei farmaci, dei ricoveri e i casi di depressione.

Se nelle case di riposo è predominante la presenza di ospiti autosufficienti, nelle RSA è più elevato il numero di pazienti fragili e non autosufficienti, come ad esempio i pazienti Alzheimer. Ad occuparsi di questi ultimi è l’Unità valutativa Alzheimer (UVA), che opera affianco ai cosiddetti CDCD, ossia i centri che valutano il decadimento cognitivo e pertanto le varie forme di demenza, cui si accede dietro richiesta su tramite il medico di base. A Torino ce ne sono solo due, entrambi pubblici, suddivisi tra la zona sud – con sede all’ospedale Martini – la zona nord – con sede all’Amedeo di Savoia.

Ma cosa si può fare per potenziare le case della salute ed aumentare la disponibilità dei professionisti, data spesso la mancanza di infermieri? Servono sicuramente risorse, necessarie per potenziare il territorio e la capacità gestionale e di programmazione di queste strutture.

Nelle prossime puntate tanti altri approfondimenti, a cura della redazione di EcoGraffi, su salute, ambiente, politiche sociali. Vi aspettiamo ogni domenica alle 17.30 su Telecupole, canale 15 del digitale terrestre.

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